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Dragon Ball Z: Kakarot, recensione6 minuti lettura

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Dragon Ball Z: Kakarot, sviluppato da CyberConnect2 e pubblicato da Bandai Namco, non è né il seguito di Xenoversel’erede del recente ed apprezzato FighterZ. La nuova iterazione del mondo di Goku e soci si concentra sulla storia dei personaggi che abbiamo apprezzato sia nel fumetto che nella versione animata. A questo si aggiunge un anima action RPG che ci spingerà a cercare ci completare il gioco nella sua completezza tra missioni primarie e secondarie. Nonostante l’essenza da picchiaduro, i combattimenti sono ovviamente la fase più importante del gioco, la possibilità di muoverci nel mondo di gioco riesce a dare ampio respiro ad una storia che tutti conosciamo benissimo.

Tra i nostri spostamenti potremo allenarci, trovare ingredienti di vario tipo o imbatterci in missioni secondarie che ci aiuteranno a potenziare il nostro personaggio. I vari collezionabili sparsi per i vari scenari ci permetteranno di sviluppare gli schemi di abilità ed attacchi speciali dei protagonisti chiave. Non avremo un livello di difficoltà selezionabile, altro aspetto curioso del gioco considerando che alcuni combattimenti potranno risultare decisamente ostici se non propriamente attrezzati.

Il gioco (la storia la conosciamo tutti… credo)

Per prima è consigliato anche per gli utenti PC l’utilizzo di un pad. Per quanto il mouse e tastiera siano usufruibili il controller risulta la scelta più adeguata al tipo di gioco proposto. A livello di comandi potremo muoverci con le levette analogiche ed avremo quattro pulsanti base: uno per scansare gli attacchi, uno per gli attacchi fisici, uno per gli attacchi d’aura e l’ultimo per ricaricare l’aura.

Avremo a disposizione quattro abilità che potremo sceglie una volta sbloccate e saranno attivabili con la pressione di L1 e uno dei quattro pulsanti base. Questi attacchi consumeranno aura e quindi dovranno essere utilizzati con intelligenza dato che ricaricarla richiede tempo. Avremo la possibilità di parare i colpi con L2 aprendo la guardia avversaria, e col giusto tempismo, contrattaccare. Immancabili le trasformazioni che si attiveranno con la pressione in simultanea di L2 e R2, la sola pressione di R2 da accesso alle abilità dei gregari. A cornice di un gameplay che richiama molti aspetti di un picchiaduro più evoluto avremo i quick time event utili per concatenare tipologie particolari di attacchi.

Avremo a disposizione anche un semplice inventario in cui gestire vari oggetti come pozioni per recuperare vita. Ovviamente i tasti sono modificabili a piacimento, soprattutto nella versione da noi provata a computer, ma la configurazione base del controller ci è sembrata già ottimale.

Il mondo di gioco

Per quanto in apparenza Dragon Ball Z: Kakarot possa sembrare un open world il gioco è diviso a zone. Avremo quindi una mappa di gioco che ci aiuterà a muoverci nelle diverse regioni tutte ben caratterizzate e diversificate l’una dall’altra. Non avremo città propriamente interattive con la possibilità di parlare con le persone o svolgere chissà che attività, ma avremo la giusta sensazione di luogo popolato. Anche se non proprio legato alle città nel gioco avremo la possibilità di unire i personaggi incontrati in comunità che verranno rappresentati sotto forma di emblema.

Potremo anche visitare luoghi “selvaggi” in cui vivono dinosauri ed altri animale e dedicarci sia alla caccia che alla pesca o raccogliere frutta utile sia come riempitivo del gioco che per sviluppare alcuni talenti. Il vero fiore all’occhiello del level design sono i terreni di scontro che sarà in parte influenzato dalla potenza degli attacchi portati. Gli alberi e rocce saranno i primi ad venire distrutti dai nostri colpi. Gli attacchi concatenati più potenti genereranno immensi crateri e lunghe scie di distruzione. Nella sua totalità quanto proposto è sicuramente un bel passo avanti rispetto ad altri giochi ispirati alla serie Dragon Ball considerando che potremo volare nelle varie regioni senza troppi e tediosi caricamenti.

Engine e tecnica

Dragon Ball FighterZ è forse la miglior trasposizione videoludica del lavoro di Toriyama a livello di storia e caratterizzazione personaggi. In Dragon Ball Z: Kakarot non avremo le due dimensioni come nel picchiaduro sviluppato da Arc System Works, ma tre considerando la tipologia di gioco proposto.

I ragazzi di CyberConnect2 hanno mantenuto intatto quello stesso gusto estetico visto in FighterZ ed il passaggio alla terza dimensione riesce a dare quello “spessore” che per ovvie ragioni mancava. Il cel-shading è sapientemente utilizzato e, nonostante qualche collisione non proprio perfetta e compenetrazioni poligonali, quanto proposto a schermo è semplicemente eccezionale. Le animazioni sono curate in maniera maniacale e risultano fluide e dinamiche rendendo i combattimenti divertenti e spettacolari. Per far in modo di seguire al meglio la storia al termine di combattimenti importanti subentrano filmati che concludono lo scontro. Anche questi sono una vera delizia per gli occhi. Impeccabile anche il doppiaggio e le musiche del gioco perfettamente in linea con quanto visto nella versione animata.

Come ampliamente descritto a risentire della cura rivolta ai personaggi c’è il mondo di gioco, ben strutturato ma meno curato nei dettagli. Il frame rate ci è sembrato solido anche con settaggi medio alti, ma molto dipende dal computer con cui si esegue il gioco. Dragon Ball Z: Kakarot offre tante ore di combattimento ed esplorazione e per portarlo a termine molto dipenderà da quanto tempo dedicheremo alla ricerca o missioni secondarie. Il gioco è completamente sottotitolato in italiano mentre Il doppiaggio invece è quello originale giapponese.

Per chi vuole (ri)vivere in prima persona le gesta di Goku e soci

Per molti aspetti Dragon Ball Z: Kakarot è uno delle migliori trasposizioni videoludiche mai prodotte se si guarda prettamente la storia. I motivi sono molteplici: ottima cura dei dettagli dei vari personaggi e vivere quasi passo dopo passo le avventure di Goku e soci. Il gameplay, combattimento, è sicuramente accattivante e ci terrà incollati allo schermo per ore, un po’meno le missioni secondarie molto ripetitive. La fase di “grind” è mitigata da una crescita del personaggio lineare senza troppi sbalzi tra una missione ed un'altra ma ci aspettavamo di più. Il gioco sembra cercare di accontentare tutti ed il rischio è quello di rendere felici tutti a metà. In generale è difficile sconsigliare questo gioco anche a monte di alcuni problemi tecnici che verranno sistemati con prossime patch. Immancabile per gli appassionati della serie, da valutare per chi si avvicina per la prima volta al mondo dei Saiyan.

7.5
Dragon Ball Z: Kakarot:
7.5
Dragon Ball Z: Kakarot, recensione6 minuti lettura ultima modifica: 2020-01-24T11:30:00+01:00 da Jena Plissken

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