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Diablo II: Resurrected, il ritorno del gigante?5 minuti lettura

DIABLO

L’inferno è tornato; è così che mi sono sentito quando ho avviato il gioco per la prima volta. Sono passati più di 20 anni da quando Diablo 2 è stato rilasciato in Europa e, finalmente, possiamo riscoprire i vecchi sapori di uno dei titoli più amati del genere. Oltre al gioco principale, Diablo 2: Resurrected contiene anche l’espansione Lord of Destruction, che offre un totale di sette classi di personaggi giocabili: l’amazzone, il barbaro, il negromante, il paladino, la maga, il druido e l’assassino possono essere selezionati dall’inizio. I nostri eroi hanno ricevuto armature, vestiti, texture della pelle, animazioni e movimenti aggiornati. Il gioco permette un confronto diretto con l’originale attraverso una combinazione di tasti, il che ci permette di notare quanto sia diversa questa remastered dalla versione originale, quantomeno dal lato artistico.

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Sei cambiato Diablo?

Per i fan del retrò, Diablo 2: Resurrected è probabilmente la migliore esperienza nel suo genere. La possibilità di combattere intensamente con i boss di ogni zona, prestare continua attenzione alla vita ed al mana, utilizzare i modo maniacale il loot è qualcosa di impegnativo ma è Diablo II. Una cosa importante da notare è che questo gioco è più “hardcore” dello stesso Diablo 3, poiché in questo ultimo episodio della serie la guarigione è diventata molto più semplice. Se parliamo di gameplay, Diablo 2: Resurrected rappresenta una fedele ricreazione dell’originale del 2000, ovviamente con una grafica notevolmente migliorata. Questo titolo, anche a differenza dei Diablo successivi, riporta il metodo classico: trova gli oggetti nel mondo di gioco e metti tutto quello che puoi nella tua borsa. Ho apprezzato particolarmente i nemici, sia con riferimento al level design del titolo e sia con riferimento all’aspetto artistico. Essi sono stati migliorati e progettati con alcune caratteristiche estremamente dettagliate, ad esempio, ogni nemico è stato progettato individualmente e ha un aspetto unico. Ognuno porta con sé uno stile di attacco unico, un diverso livello di difficoltà. Anche i piccoli dettagli sono stati rimasterizzati in modo straordinario; le palle di fuoco dei maghi brillano ancora di più. I Prime Evils sembrano più gloriosi che mai, con fulmini e fuoco che sfrecciano in tutte le direzioni con una brillante distruzione. Il buio nei luoghi chiusi rappresenta sempre motivo di terrore.

Ricordiamo che essendo uno dei GDR per antonomasia, il titolo presenta un albero delle abilità ben dettagliato, oltre alla possibilità di modificare il nostro eroe da testa a piedi. Molte abilità presenti nel gioco possono avere effetto su altre abilità all’interno della stessa categoria. Quando giochi a Druido, ad esempio, se dovessi mettere le abilità nella categoria Evocazione, allora è meglio concentrarsi maggiormente sui lupi in quanto i punti assegnati all’evocazione dei lupi danno un effetto bonus, migliorando i lupi in relazione all’attacco. Ovviamente, si ricorda che è meglio osservare benez l’albero delle abilità del tuo personaggio prima di iniziare a riempire gli slot delle abilità a valanga e pianificare quale sarà il tuo obiettivo finale per quel particolare personaggio. Il lato positivo delle statistiche e dell’aspetto dell’albero delle abilità del gioco è che hanno aggiunto l’opzione per ripristinarlo una volta per difficoltà. Consiglio vivamente di aspettare che i personaggi siano almeno di livello 35 o giù di lì prima di riavviare. Nel momento in cui un giocatore raggiunge quel livello, dovrebbe avere un’idea chiara della propria classe e abilità, avendo la possibilità di ottimizzare il percorso su cui dovrebbero essere collocati i propri punti abilità.

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Il lato tecnico

Tecnicamente, la nuova edizione offre solide prestazioni su console, nonostante i crash e il ricaricamento delle texture. Il gioco offre prestazioni molto solide su Xbox Serie S. Sebbene le lunghe partite online e gli innumerevoli incantesimi lanciati contro i singoli avversari, il frame rate non cala mai. Probabilmente, le difficoltà tecniche con cui il giocatore dovrà confrontarsi sono sul lato server. Spesso sono stato sbattuto fuori dalla partita oppure i continui crash regolari o ritardi nel multiplayer e manutenzione del server che non comunicano direttamente con i giocatori della console offuscano una esperienza di gioco che, in realtà, si dimostra solidissima. Ovviamente, la speranza è che Blizzard riesca repentinamente a risolvere questi leggeri problemi che incombono sul lato online.

L’aggiunta più importante è senza dubbio il supporto ai controller, sia su PC che su console. Dopotutto, Diablo 3 è disponibile su più piattaforme da molto tempo e sarebbe un peccato se un gruppo così numeroso di fan si fosse perso questa remaster. A mio parere, il supporto al controller risulta un’aggiunta gradita in quanto, sebbene la classica combinazione di mouse e tastiera funzioni ancora esattamente come nell’originale, sembra tutto un po’ rigido mentre, grazie al controller, quella sensazione scompare immediatamente, anche grazie alla possibilità di impostare le tue combinazioni di tasti a tuo piacimento. Il fatto che diventi un po’ più difficile raccogliere il bottino è, a nostro avviso, un buon compromesso per un’esperienza più user-friendly, anche se è fastidioso in un gruppo se vuoi raccogliere prima determinate attrezzature. Infatti, quando per terra vi sono tanti oggetti, diventa particolarmente ostico muoversi al fine di raccoglierne uno determinato. Ma tant’è.

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E la storia?

Rispettando tutti i canoni prescritti per una buona remastered, la storia di Diablo II: Resurrected ricalca fedelmente quella dell’originale. I filmati, 27 minuti in totale, sono migliorati dal punto di vista grafico e trasmettono l’atmosfera oscura del gioco meglio che mai. In termini di gameplay, come detto, il gioco non è cambiato di un pelo. Questo è certamente un bene, ma sospirerai senza dubbio quando il tuo inventario è pieno di spazzatura per la centesima volta e non sai davvero cosa buttare via. È parte integrante della classica esperienza di Diablo 2 e non avremmo potuto farlo diversamente.

In conclusione…

Devo ammettere, ahimè, che l'enorme mole di cambiamenti introdotti da Blizzard non può allontanare Diablo II: Resurrected dal fatto che, nel complesso, è semplicemente Diablo II, un (fantastico) titolo che ha compiuto ventuno anni. Non voglio assolutamente snobbare il gioco o il genere. Voglio semplicemente riferire della mia lontananza con questo titolo, quasi come fosse un vecchio amore del liceo, bellissimo, ed oggi ancora più bello, ma è pur sempre vecchio. Diablo non mi tiene più incollato allo schermo. Mi affascina, mi diverte e mi concede sensazioni bellissime. Ma non mi strozza più e mi trascina nel suo limbo pieno di mostri. Diablo II: Resurrected è bello ma non eccita più, e sebbene per molte persone il titolo rappresenti l'infanzia con tutti i suoi ricordi, preferisco guardare avanti. Ed è per tale motivo che non mi sento di dare un voto al prodotto. Perché le migliorie tecniche e grafiche sono sotto gli occhi di tutti, così evidenti da non potermi permettere il lusso di dare anche solo meno di 9. Però, il resto, è datato 2000. Sulle riviste o su qualche sito web dell'epoca, sicuramente, troverete un bel voto che copra tutto l'insieme. Oggi, ahimè, la nostalgia ha perso. Dopotutto, siamo nell'epoca d'oro del remaster e delle idee vuote.

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Diablo II: Resurrected:
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Diablo II: Resurrected, il ritorno del gigante?5 minuti lettura ultima modifica: 2021-09-28T16:06:53+02:00 da Aornik

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