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Degrees of Separation – Recensione

Degrees of Separation recensione xbox one

Recensione di Degrees of Separation basata sulla copia per Xbox One gentilmente fornita da Moondrop.

C’era una volta… Degrees of Separation: se le fiabe fossero videogiochi.

Non sempre per fare un bel gioco è necessario infilarci dentro mostri giganti, sangue, violenza e laser.

Se iniziassimo a trattare il mondo videoludico come una nuova forma letteraria, probabilmente alla base di tutto ci sarebbe una storia sensata e magari anche bella. Se pensiamo poi che da qualche anno siamo entrati nell’era “Fortnite” e delle Battle Royale, ecco che le grandi storie alla Final Fantasy passano in secondo piano.

Questo chiaramente non significa che tutti i gamer del mondo giocano solo per sentirsi dei pro ed abbattere tutti nel multiplayer, ma una buona fetta di mercato se l’è sicuramente mangiata questo tipo di modalità.

Qui però siamo ad un’altro livello: altro che Fortnite! Degrees of Separation, attesissimo platform in 2D a scorrimento orizzontale, la storia è proprio quello su cui punta.

Un mondo di fuoco e ghiaccio.

La grafica è pazzesca: con lo schermo diviso in due parti, una completamente colorata con le tonalità calde del regno del fuoco e l’altra con i freddi colori del regno ghiacciato, i paesaggi, gli sfondi e le texture sono curate nel dettaglio per aumentare il “fattore wow”.

Appena finito il tutorial in cui i due personaggi si alternano quando si incontrano e lo schermo si spacca in due mi è venuta la pelle d’oca. Ogni movimento e sovrapposizione dei protagonisti porta il mondo stesso a mutare da ghiacciato a caldo.

La musica che accompagna il gioco è anch’essa sublime e credo che la sensazione di pace che trasmette sia davvero impressionante.

Il gameplay è piuttosto semplice: dobbiamo spostare sul sentiero i due personaggi per modellare il mondo al loro passaggio. Quando un’area è illuminata da Ember sarà calda e quindi si accenderanno le torce e ci sarà l’acqua, mentre quando si passerà a Rime tutto sarà congelato: alternando i due protagonisti, sovrapponendoli e oltrepassandosi a vicenda dovremo cercare di trovare la giusta combinazione per proseguire.

Una narrazione di pregio.

Narrazione pregevole e punto forte del gioco: seguendo la storia dell’incontro tra Ember e Rime, i due protagonisti, dovremo capire cosa sta succedendo ai loro mondi e cercare di trovare una soluzione. Sfruttando infatti la connessione dei due mondi e manipolando la temperatura nel gioco, bisognerà risolvere dei livelli rompicapo ambientali, cioè basati sull’interazione diretta con l’ambiente, per far proseguire i due ragazzi sul sentiero uniti, ma separati.

Altra piccola perla del gioco è chiaramente la possibilità di giocare in multiplayer locale (finalmente un gioco che posso condividere con i miei amici). Controllando ciascuno un personaggio possiamo vivere questa meravigliosa avventura con un secondo giocatore utilizzando lo split screen che accompagna già la modalità singleplayer.

I comandi sono semplicissimi, intuitivi, permettendo ai giocatori di concentrarsi interamente sulla narrazione.

Vale la pena?

Prezzo alto (20 euro) per un platform e che potrebbe spaventare un possibile consumatore, ma che vi posso assicurare vale ogni centesimo.

Per concludere credo che il gioco sia davvero stupendo: grafica, paesaggi, musiche, una narrazione di altissimo livello, personaggi ben strutturati e un gamplay innovativo lo rendono davvero una perla rara che andrebbe sicuramente aggiunta alla propria libreria. In generale non sono mai stato un amante dei platfrom in 2D, ma questo è veramente una chicca.

Una perla rara

Avventura platform in 2D con rompicapo ambientali, Degrees of separation è una perla rara per tutti gli amanti del genere e non. Lasciati rapire dalla trama profonda e dalla grafica pazzesca di questo titolo.

9.5
DEGREES OF SEPARATION:
9.5
Degrees of Separation – Recensione ultima modifica: 2019-02-17T11:06:02+02:00 da Neviebris

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