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Death Stranding Directors Cut Recensione10 minuti lettura

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La prima volta che ho completato la storia di Death Strandig mi sono messo a pensare a tutti i piccolo dettagli che avevo vissuto nel corso viaggio verso il pacifico. Ho cogitato affondo a cosa avessi appena vissuto e a tutti i cliché videoludici sapientemente schivati da Kojima e dalla sua mirabolante equipe di artisti.

Death Stranding Directors Cut Recensione

Death Stranding è stano, e non può piacere a tutti. Come tutti i capolavori veri ha un taglio e un carattere molto forte che ovviamente tende a dividere. Proprio come tutti coloro che sono in anticipo su un percorso e spesso non sono interamente compresi dai propri contemporanei.

Questa non vuole essere una ode al titolo, ne un panegirico che stralci ogni pensata del controverso fenomeno del game design. Questo testo sarà un disperato consiglio a tutti i videogiocatori che magari non hanno dato nemmeno una possibilità a questo diamante. Magari fuorviati da recensioni che lo etichettavano come “Amazon simulator”, oppure convinti da amici con valutazioni superficiali; a cui è rimasta solo la ripetitività di un titolo che invece ha un intero universo e un ecosistema da raccontare.

Death Stranding Directors Cut Recensione

Death Stranding

Una volta finito il gioco ho cominciato a svariare con congetture e possibilità. La meraviglia di una storia aperta che ti introduce brutalmente in un quadro generale di cui ovatta e nasconde i dettagli per farli affiorare lentamente in modo che raccontino la loro parte di storia al momento giusto. Death Stranding è indubbiamente il capolavoro di Hideo Kojima che in esso ha riversato tutta la sua voglia di stupire e la sua voglia di raccontare qualcosa di personalissimo. Che forse anche lui fatica ancora a comprendere del tutto.

Il concetto alla base del gioco è stato ideato e implementato gradualmente, crescendo naturalmente attorno ai personaggi che il designer stava ideando; ragionando in funzione di cucirli morbidamente attorno alle personalità dei suoi attori preferiti.

Hideo Kojima senza limiti ne confini dettati da budget o esigenze di consegna tanto vincolanti; come era scocciatamente abituato sotto la bandiera di Konami.

Death Stranding Directors Cut Recensione

Pad alla mano

Il titolo da tanti è stato definito noioso e legnoso, ma di certo, questa sentenza, non basta a descrivere la sensazione che si prova a vivere le avventure di Sam Porter. Come spesso accade la sintesi di qualcosa di estremamente elaborato e complesso stenta a rendere l’idea del suo concetto principale; e Death Stranding potrebbe essere citato nel dizionario come esempio per descrivere questa brutta abitudine.

Death Stranding Directors Cut Recensione

Si; la trama applicata alla meccanica di gioco ti porterà da un punto A ad un punto B trasportando oggetti un considerevole numero di volte, ma non per questo la meccanica di gioco può definirsi tediosa. Ad ogni viaggio avremo una cornice differente, anche se dovessimo ripercorrere lo stesso tratto. Di viaggio in viaggio in questo mondo, troveremo nuove tecnologie e aiuti che sapranno variare non solo la difficoltà della traversata, ma anche il valore ludico dell’esperienza.

Trovare presidi o oggetti lasciati da altri giocatori utili al superamento di un ostacolo, ci rende parte di un unico meccanismo; utile per risolvere l’enigma dietro ogni difficoltà proposta. E questo non può oggettivamente essere definito noioso. Tutto questo ha un valore unico che è un vero peccato non approfondire.

Per quanto riguarda i comandi legnosi invece devo confermare la voce comune. Per quanto si sia lavorato molto su equilibrio e bilanciamento del protagonista con carichi pesanti o ingombranti non si può dire lo stesso della responsività del comando e delle fasi di passaggio del mezzi a ruota su terreni scoscesi. I comandi diventano approssimativi e semplicistici nella resa di collisioni e fisica generale. In che è un peccato grande quanto una nave perché l’esperienza poteva solo giovare di un sistema di controllo più preciso in tutte le situazioni.

Le novità della Directors Cut

Il filmato qui sotto percorre la maggior parte delle novità più grosse e succose di questa riedizione. Si svaria tra nuovi veicoli e attrezzature, armi e perfino delle strutture inedite da esplorare. Inoltre il video introduce anche le novità delle missioni con progressione narrativa che si aggiungeranno alla time-line del titolo. Infine il poligono virtuale che ricorda commoventemente il VR training del primo Metal Gear Solid spiega forse la evidente citazione nel trailer di presentazione di questa Director’s Cut del titolo.

In questa edizione forse mi sarei aspettate più novità. Specie nelle missioni aggiuntive e nei luoghi aggiunti per l’esplorazione. Mi sarebbe piaciuto conoscere molti più dettagli su personaggi chiave della storia che purtroppo invece sono destinati a mantenere i loro angoli bui e non arricchire minimamente del quadro dipinto nel corso del primo viaggi verso il pacifico.

Peccato..

Dai una possibilità

Death Stranding va provato e forse per molti sopportato nei primi momenti di concezione delle basi. Tutto nella vita può deluderci, ma certamente il titolo di Kojima saprà ritagliarsi una grande fetta di memoria nel vostro personalissimo curriculum da videogiocatore. Si tratta di un’esperienza da vivere con gli occhi e il cuore spalancato per capire ogni piccola sfumatura. Nella storia nessuna parola è detta senza un motivo preciso,

Nel corso della storia sarete colpiti da innumerevoli pezzi di un puzzle misterioso che solo alla fine potrà essere completato con tutti i dettagli a cui fin li non avete saputo dare una spiegazione.

Pro

  • Graficamente eccezionale
  • Una storia leggendaria con un epilogo davvero epico
  • Performance e cast degli attori sbalorditive

Contro

  • In alcune fasi i comandi sono lenti, poco responsivi e legnosi. Specie quando si guidano veicoli su terreni scoscesi
  • L’intelligenza artificiale non è all’altezza del resto.

Da provare ad ogni costo

Death Stranding è un capolavoro. Un diamante impossibile da replicare che sarebbe davvero un peccato lasciarsi sfuggire. Non ascoltate chi lo dipinge come noioso e ripetitivo. Il titolo del maestro Kojima sarà il vostro futuro metro di paragone su quanto un gioco strano possa farvi innamorare. Tecnicamente possente su PS5 sà regalare scorci mozzafiato e incentivare l'uso della modalità fotografica oltre ogni misura! La storia è speciale verso l'epica assoluta di uno degli epiloghi più incredibili mai pensati. Legnosetto nei comandi e nelle fasi con mezzi su ruota.

9.5
Death Stranding Directors Cut:
9.5
Death Stranding Directors Cut Recensione10 minuti lettura ultima modifica: 2021-10-07T16:00:00+02:00 da Giganico

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