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Days Gone Recensione: In sella, nell’incubo

Days Gone Recensione

Days Gone è un Survival post apocalittico single-player a tema non morti. Scrivo non morti per semplicità, ma non si tratta affatto di zombie. Il titolo di Bend Studio è uscito il 26 Aprile in esclusiva su PS4, ed è giocabile completamente in Italiano.

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Catapultati nella crisi

Immediatamente saremo catapultati nei panni del protagonista Deacon, impegnato a tratte in salvo la moglie Sarah dai disordini in città, aiutato dal cognato Bouser.

Days Gone Recensione

Days Gone si pone come obiettivo di spendere la filosofia dei “Biker” all’interno di un contesto post apocalisse. Il risultato vede emergere un titolo molto caratterizzato e in grado di raccontare molti aspetti inediti di un genere oltremodo inflazionato come quello dello Zombie Survival.

Fin dalla prima scena ci si rende conto quanto la storia voglia calcare sentieri inesplorati nel genere, ma senza porre enfasi esagerata sui soggetti, che rischierebbe solo di restituirne immagine caricaturale. L’opera di Bend Studio apre un ventaglio sulla scena e la posa delicatamente sotto i nostri occhi, lasciandoci il tempo di assimilarla e di apprenderne l’essenza..

Mi spiego meglio: I tre; a poche ore dal collasso della società, sono armati e pronti a combattere per la sopravvivenza. Riescono, non senza patemi, ad ottenere una ottima opportunità di fuga dall’epicentro del disastro, e la sfruttano a loro modo.

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Questa introduzione a Days Gone mi ha ricordato molto quella a The Last of Us. Entrambe le storie raccontano dell’esplosione della crisi biologica in città e della necessità della fuga con i propri cari. Le due storie sono rese in modo incalzante e con un taglio cinematografico che accresce l’empatia per gli interpreti.

Potrebbero essere considerati due capitoli dello stesso libro, dove però a fare la differenza è lo stile di vita precedente alla crisi.

I protagonisti di Days Gone erano dei combattenti anche prima del disastro, solo non avevano ancora avuto l’occasione di dimostrarlo appieno.

Fratellanza e determinazione ..

La trama che sorregge il titolo di Bend Studio è capace di smuovere molti sentimenti e destabilizzare non poche convinzioni. Per prima cosa è una forte sfida allo stereotipo del motociclista violento e rozzo, che lascia intravedere l’incredibile studio della categoria da parte dello sviluppatore.

Days Gone Recensione

Si tratta di un’ode vera e propria ai valori propri dei centauri giramondo che alla base hanno indiscutibilmente la fratellanza. La storia raccontata e riletta attraverso gli occhi dei protagonisti eredita una caratterizzazione che non può lasciare indifferente il giocatore.

Oserei un raffronto cinematografico descrivendo il progetto come un mix tra The Walking Dead (solo in parte) e Sons of Anarchy. Gli ideali e i valori avversi alle ostilità di una civiltà in rovina.

Forse Days Gone non riesce a mantenere l’efficacia del suo racconto fino all’epilogo, e in alcuni casi gli avvenimenti appaiono forzati per indirizzare la storia in una direzione specifica, ma nell’insieme; la storia è meritevole di essere vissuta.

L’ottimo doppiaggio italiano non fa rimpiangere il nostro certificato di nascita, seppur in qualche caso, il protagonista ecceda nell’enfasi verbale di alcuni stati d’animo.

L’incubo e la moto …

In Days Gone è definita “L’incubo” tutta la terra fuori dagli accampamenti dei sopravvissuti. Le valli silenziose e i paesaggi post apocalittici infestati dagli infetti, fino agli avamposti dove i predoni si stabiliscono per tendere imboscate ai passanti. La parola definisce perfettamente la pericolosità del circostante, dove praticamente tutto tenterà di ucciderci.

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Oltre agli urlatori infatti troveremo gli esseri umani che per sopravvivere depredano, uccidono e terrorizzano gli altri sopravvissuti. Si tratta o di semplici manigoldi armati oppure di membri di una setta estremista definita come “I Ripugnanti”. Essi sono più pericolosi perché completamente assoggettati al loro credo di purificazione attraverso il dolore.

L’esplorazione sarà alla base del nostro sostentamento, e non si tratterà di un azione meccanica o ripetitiva fine ad andare dal punto A al punto B come in tanti altri esponenti del genere. Le difficoltà saranno varie e genereranno situazioni sempre differenti. Perché al centro c’è la convivenza con la propria moto, che come tutto il circostante si usurerà e necessiterà di molta attenzione.

Qualche gioia si dovrà pur ritagliarsela

La sopravvivenza in sella alla moto ha molti risvolti anche interessanti. Ogni viaggio tra missioni o rifornimenti va pensato in base alle prestazioni del mezzo a due ruote, per non incorrere in difficoltà anche frustranti, specialmente nel corso delle prime ore di gioco. La moto ha due macro parametri di cui preoccuparsi costantemente: Il carburante e la manutenzione. La moto consumerà molto carburante, e spesso saremo costretti a fermarci per rifornire il serbatoio. Mentre l’usura dei componenti ci costringerà a viaggiare sempre forniti di rottami per aggiustare gli elementi rovinati o rotti e ripartire tranquilli.

Il reperimento di queste due risorse starà alla base di un esplorazione “quasi” in sicurezza.

Tu o io?

Anche la moto potrà ricevere aggiornamenti per incrementare le sue prestazioni e la distanza percorribile. La progressione è del tutto simile a quella del protagonista, e potrà andare a modificare la potenza, la velocità, la rumorosità fino all’installazione del N2o (NOS: Ossido di diazoto).

Disastro biologico

Il grande antagonista del titolo di Bend sono appunto gli infetti, più spesso definiti: Furiosi. Presi uno alla volta non rappresentano una grande minaccia, ma l’imbattersi in un’orda di decine di elementi a piedi, è quasi sinonimo di disfatta a meno che non si conoscano molto bene la zona e qualche astuto trucco. Le orde sono veloci e non soggette al consumo di vigore come il protagonista. Quindi, se non si trova il modo di rallentare i vaganti in qualche modo, è soltanto questione di tempo. Non si scappa.

Di certo il sistema di shooting non aiuterà!

La fuga dai furiosi

L’intero gun-play del titolo è pensato per essere legato a doppio filo al sistema di progressione ramificato in 3 macro-categorie: Sopravvivenza, Armi a distanza e Armi corpo a corpo. Il sistema di progressione è molto semplice e classico; l’accumulo di esperienza sbloccherà punti da spendere nell’albero delle abilità.

Nelle prime fasi avremo non poche difficoltà a districarci con l’arsenale a disposizione! La mira sarà molto lenta e gli indicatori approssimativi. Si dovrà necessariamente spendere qualche buon punto abilità per facilitare l’azione. Logicamente i più avvezzi al genere avranno meno difficoltà, ma comunque anche loro dovranno maturare una buona esperienza prima di padroneggiare il sistema alla perfezione.

Il sistema di shooting è comunque credibile nel contesto di gioco. In quanto il protagonista non è certo un militare con esperienza nell’uso delle armi. Il sistema a tratti legnoso può essere inteso come un bilanciamento con la storia di Deacon St. John.

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Le orde di furiosi

Se le sparatorie con gli esseri umani ostili non saranno complicate da risolvere, grazie anche ad un IA non sempre all’altezza, si avranno non pochi problemi invece con le orde più numerose di furiosi.

Nel corso dell’esplorazione ci imbatteremo spesso in nidi da disinfestare o orde in movimento che potranno contare anche centinaia di elementi. Per eliminare le orde più numerose ci sarà bisogno di molta esperienza nel combattimento, molti esplosivi nell’inventario e tanta pazienza. Inoltre il luogo che ospiterà la battaglia sarà decisivo sull’esito dello scontro.

Il combattimento con le orde diventerà man mano più semplice una volta apprese una paio di astuzie e capito bene come si spostano le masse di vaganti. Sia chiaro che “facile” non esiste quando a ricorrerti sono duecento infetti, ma fatta l’abitudine si potrà anche ricercare della creatività nella disinfestazione.

Un bel volo in moto?

Un like su Facebook!?

Aspettative ripagate

A Days Gone era affidato il compito non facile di non disperdersi nella massa dei titoli del genere. Così è stato. Il risultato va oltre alle aspettative, e rilancia con una caratterizzazione dei personaggi davvero ben pensata per rendere al meglio gli eventi della storia. Spettacolare per ambientazione e meteo dinamico. Sarà un vero piacere abusare di una modalità foto semplice da utilizzare Porta in dote un sistema di progressione un pò a scoppio ritardato, ma comunque coerente con la storia e il bilanciamento generale dell'esperienza. Uniche vere pecche sono: Una intelligenza artificiale degli umani che non rende giustizia al lavoro di caratterizzazione fatto, e qualche bug minore. Missione compiuta Bend Studio! Days Gone è un titolo indimenticabile che racconta una grande storia, e forse alza l'asticella di un genere incredibilmente inflazionato.

8.5
Days Gone:
8.5
Days Gone Recensione: In sella, nell’incubo ultima modifica: 2019-05-16T21:00:48+02:00 da Giganico

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