Ci sono giochi nei quali bisogna salvare il mondo. Poi c’è DarkSwarm, dove il mondo può anche andare tranquillamente al diavolo, purché il contratto venga completato e qualcuno riesca a tornare a casa con il bottino.
Il nuovo progetto di Bitfire Games, pubblicato da Ghost Ship Publishing, vuole portare sul PC un’esperienza cooperativa che mescola sparatutto dall’alto, elementi tattici, horror fantascientifico, enormi orde di alieni e una buona dose di sangue.
Il titolo è previsto in uscita nel Q1 2027, ma Bitfire Games ha in programma una closed Alpha (a cui è possibile iscriversi attraverso la pagina steam) in partenza i l prossimo 3 Novembre e di rilasciare una demo gratuita nel mese di Dicembre.
Il concetto di base è piuttosto semplice: si entra in una colonia infestata, si completa una missione, si recuperano dati e risorse e, possibilmente, si riesce a raggiungere l’estrazione prima che il DarkSwarm trasformi la squadra in concime per alieni.

Che cos’è DarkSwarm?
DarkSwarm è uno sparatutto tattico cooperativo dall’alto pensato per squadre da 1 a 4 giocatori. Il gioco può essere affrontato anche in solitaria, ma il cuore dell’esperienza è la collaborazione tra i membri della squadra.
Il giocatore veste i panni di un mercenario bioprintato, creato per essere spedito nelle zone più pericolose dello spazio. Non siamo quindi davanti ai classici eroi pronti a salvare l’universo per nobili ideali: siamo professionisti che vengono pagati per entrare nei posti dove nessun essere umano sano di mente vorrebbe mettere piede.
Il problema è che quei posti sono stati invasi dal DarkSwarm, una terrificante forma di vita aliena che ha trasformato intere colonie in enormi nidi pieni di creature ostili.
L’obiettivo non sarà necessariamente eliminare ogni singolo alieno presente sulla mappa. Bisognerà invece capire come completare il contratto, recuperare ciò che serve e arrivare vivi all’estrazione.
Un mondo dove il lavoro di squadra è fondamentale
La filosofia di DarkSwarm è chiarissima: da soli si può provare, insieme è decisamente più sensato.
Il gioco è stato progettato intorno alla cooperazione tra quattro classi differenti. Ogni operatore dispone infatti di caratteristiche, abilità ed equipaggiamenti specifici, rendendo importante la composizione della squadra.
- Assault: specializzato nel combattimento diretto e nello sfondare le linee nemiche.
- Engineer: punta sulla tecnologia e sugli strumenti utili per supportare la squadra e controllare il campo di battaglia.
- Support: fondamentale per mantenere in vita e rifornire gli altri membri del gruppo.
- Infiltrator: pensato per chi preferisce approcci più furtivi e l’eliminazione mirata delle minacce.
La collaborazione diventa ancora più importante quando lo schermo viene letteralmente riempito di nemici. DarkSwarm promette infatti battaglie nelle quali possono arrivare migliaia di creature contemporaneamente.
In situazioni del genere sparare a tutto quello che si muove potrebbe non essere esattamente il piano migliore. Bisognerà controllare gli accessi, coprire i compagni, sfruttare l’ambiente e decidere rapidamente quando combattere e quando invece cercare un’altra strada.

Stealth, hacking e ambiente semi-distruttibile
Uno degli aspetti più interessanti di DarkSwarm è che non vuole essere semplicemente uno sparatutto nel quale bisogna tenere premuto il grilletto fino a quando non rimane più nulla in piedi.
Gli sviluppatori hanno inserito diversi strumenti per affrontare le missioni in maniera più ragionata. Sarà possibile utilizzare stealth, hacking e approcci tattici per ottenere un vantaggio sulle creature aliene.
Anche l’ambiente avrà un ruolo importante. I livelli saranno infatti semi-distruttibili, permettendo di modificare alcuni elementi dello scenario e, in determinate situazioni, creare nuove possibilità per avanzare.
Questo significa che una porta, un corridoio o una determinata posizione sulla mappa potrebbero non rappresentare sempre la stessa situazione. L’idea è quella di spingere i giocatori a reagire alle circostanze invece di seguire sempre lo stesso percorso.
Mappe generate proceduralmente
Un altro elemento centrale è la generazione procedurale dei livelli.
Le mappe non saranno quindi semplicemente dei corridoi memorizzabili dopo qualche partita. La struttura delle missioni dovrebbe cambiare, costringendo la squadra a esplorare, adattarsi e prendere nuove decisioni durante ogni spedizione.
Per un gioco costruito attorno alla ripetibilità delle missioni, questa caratteristica è particolarmente importante. L’obiettivo dichiarato è fare in modo che non si possa semplicemente imparare a memoria la posizione di ogni nemico, corridoio e obiettivo.
Il vero obiettivo? Arrivare all’estrazione
Uno degli elementi più interessanti di DarkSwarm è il concetto di estrazione.
Durante le missioni sarà possibile recuperare dati sensibili, risorse preziose e materiali utili alla progressione. Il problema è che ottenere il bottino è solo metà del lavoro.
Bisognerà anche portarlo fuori dalla colonia.
Ed è proprio qui che le cose possono diventare molto divertenti. Una squadra potrebbe entrare nella missione perfettamente organizzata, accumulare risorse e poi trovarsi circondata da una quantità poco salutare di alieni proprio quando deve raggiungere il punto di estrazione.
In altre parole: non basta sopravvivere alla missione. Bisogna riuscire a tornare indietro con quello che si è trovato.
Progressione, armi e personalizzazione
DarkSwarm non punta soltanto sull’azione immediata. Le missioni permetteranno di ottenere crediti, materiali e schemi di fabbricazione, utilizzabili per sviluppare ulteriormente il proprio operatore.
Sono previsti sistemi di progressione, equipaggiamenti, gadget, armi e potenziamenti. Sarà quindi possibile costruire diversi loadout e adattarli alle proprie preferenze e alle necessità della squadra.
Gli sviluppatori hanno inoltre parlato di cosmetici per classi e armi e di un sistema di XP, livelli e sblocco dei ranghi già introdotto nelle fasi di test.
Il DarkSwarm non è esattamente un gruppo di simpatici animaletti
Dal punto di vista estetico, DarkSwarm punta decisamente sull’horror fantascientifico.
Le colonie sono ambientazioni industriali, oscure e sporche, progressivamente invase dalla materia organica del DarkSwarm. I nemici arrivano in quantità enormi e gli sviluppatori non hanno nascosto l’intenzione di proporre combattimenti piuttosto sanguinosi.
Steam segnala infatti la presenza di sangue, gore e smembramenti, oltre a un avviso relativo agli effetti luminosi e alle modalità di visione che potrebbero contenere effetti simili a stroboscopi.
Trailer ufficiale: DarkSwarm punta tutto sulla cooperazione
Il trailer Fight Together, pubblicato nell’aprile 2026, mette proprio al centro la collaborazione tra i quattro operatori, mostrando combattimenti, coordinazione e situazioni nelle quali lavorare insieme diventa fondamentale.
Il trailer Extinction
Nel giugno 2026 è arrivato anche l’Extinction Trailer, che mostra ulteriormente l’atmosfera del gioco e le situazioni nelle quali la squadra deve gestire contemporaneamente l’ambiente, gli obiettivi e le enorm