Parliamo di ...

Cosa ho visto in Death Stranding: La mia versione8 minuti lettura

Death Stranding: Spiegazione

Finalmente sono riuscito a completare il titolo derivante dall’ultima fatica di Kojima Production. Ho cominciato tardi lo so bene, ma certi titoli vanno giocati in silenzio, senza il costante vociare di stampa e amici. Ho atteso che l’utenza non ne parlasse più costantemente, così da poterlo godere in pace e tranquillità secondo la mia personalissima interpretazione e tempistica.

Death Stranding è il progetto della maturità per Hideo Kojima. Il designer ha avuto risorse illimitate da mamma Sony, e apparentemente, totale carta bianca su soggetti, argomentazioni e pubblico a cui rivolgersi.

Ma volete sapere che cosa ho visto io nel progetto di Kojima? Questa non sarà una recensione, ma un testo che andrà a rivolgersi a chi il gioco lo ha già giocato e magari non lo ha nemmeno apprezzato.

Death Stranding: Spiegazione

Il viaggio

Il viaggio verso Ovest del protagonista Sam Porter è una vera e propria avventura che guadagna quasi il valore di una impresa epica. Si tratta di un’esperienza di gioco estremista e di certo unica nel suo genere.

L’intera storia è raccontata proprio dall’impresa di Sam, e dalle fatiche del suo viaggio che lo usura fino a smussare alcuni spigoli che in principiò sembravano indistruttibili nel carattere del protagonista. Un classico viaggio formativo che ci restituirà, alla fine dell’avventura, un Sam Porter completamente nuovo e più consapevole dell’importanza dei valori che prima riteneva stupidaggini. Il personaggio interpretato da Norman Reedus calza a pennello con l’attore grande amico di Kojima. Inespressivo, e affetto da afefobia (paura del contatto).

Fin troppo presto nella storia si riesce a leggere gli atteggiamenti di Sam e concepirli come derivanti da traumi che hanno plasmato il suo carattere per vivere in solitaria. Come un’isola nell’oceano, o come l’ultimo granello di sabbia di Fantasia*. Nemmeno la richiesta del Presidente degli Stati Uniti sul suo letto di morte riesce a convincerlo del tutto.

Death Stranding: Spiegazione

*Dal film “La storia infinita”.

Il concetto di viaggio per riunire lo Stato, è il mezzo principale con cui il concetto vuole passare. La profonda solitudine, l’idea di costruire ponti in mezzo al nulla pur di connettere le persone e convincerle a cooperare per la rinascita del genere umano. L’estrema fatica e la responsabilità di compiere una missione vitale nella quale il protagonista non crede realmente. Questa idea descritta in un contesto fantascientifico, può essere vista anche in molte metafore descrittive dei nostri tempi. L’unione che fa la forza, e l’ambizione di creare qualcosa di più grande con la sola forza delle idee e di un ideale comune. Tutto molto Americano, Statunitense in particolare. Una storia scritta da Kojima e innalzata a tributo della storia Statunitense neanche troppo velatamente. Una trama scritta per chi è innamorato della propria storia, e se n’è ubriacato a tal punto da dimenticare le atrocità e il sangue che sporcava le mani di chi quella storia poi l’ha scritta.

SafariGames Italia Cosa ho visto in Death Stranding: La mia versione Death Stranding, Kojima, Kojima Productions

Sarò io troppo sensibile, ma vedo molto di questo biasimo nella progressione della storia di Death Stranding.

Il Death Stranding

La piaga biblica che affligge il mondo.

I morti tormentano i vivi attraverso un purgatorio metafisico chiamato la spiaggia. Come se non bastasse sul mondo si abbatte anche la crono-pioggia; una precipitazione che invecchia ogni creatura vivente al contatto e usura le attrezzature. Tutto è collegato, tutto coincide per rendere l’esistenza e la sussistenza umana precaria e scomoda.

Death Stranding: Spiegazione

Per tutto il viaggio Sam sarà alla mercé delle CA(Creature Arenate), in uno scontro-confronto che vedrà il protagonista ergersi come unica speranza per l’umanità intera nella lotta al Death Stranding. Le CA saranno frequenti ma solo in alcune zone della mappa. Come se fossero legate al luogo del trapasso o del trauma che le ha rese in quella condizione punitiva. Esse si lamentano e appaiono galleggiare senza forza in un mondo che non gli appartiene più. Connesse da un cordone ombelicale all’aldilà sono un pericolo per ogni vivente che incrocia il loro cammino.

Quando una CA afferra il protagonista lo trascina sulla spiaggia. Nel luogo di punizione dove si trovano confinate per la sola colpa di essere esistite.

Death Stranding: Spiegazione

Questa particolarità secondo me ha un valore che ha svariate possibilità di interpretazione. La mia personalissima interpretazione (una di molte) vede le CA raffigurare le popolazioni indigene che abitavano l’America prima dell’avvento degli Stati Uniti. Le popolazioni che sono state sradicate dalla loro terra massacro dopo massacro, sull’altare della necessità di costruire proprio gli Stati Uniti d’America.

Biasimo oppure no si potrebbero indicare molti tratti in comune: Le CA sono entità sofferenti, legate alla terra dei vivi quanto a quella dei morti. Sospesi in un limbo punitivo da cui difficilmente potranno essere liberati.

In qualche modo anche gli Indiani d’America hanno una connessione profonda con la loro terra nativa, anche se ormai non gli appartiene più. Almeno forte quanto la connessione alla propria riserva dove il loro popolo è ghettizzato da centinaia di anni.

Non notate anche voi un filo comune?

Death Stranding: Spiegazione

BRT o DHL Simulator

In quanti lo hanno detto, scritto, ripetuto e ribadito? Fin a quando non facesse più ridere.

Si,

il sistema di gioco è incentrato quasi esclusivamente su consegnare materiale affrontando minacce estreme. La meccanica è pensata e fortemente voluta per accrescere l’empatia del giocatore con il contesto di storia e con i personaggi. Le difficoltà del viaggio in territorio ostile, la frustrazione di non riuscire a passare attraverso valli troppo ripide o frastagliate ma sopratutto compiere le varie imprese in totale solitudine sono messaggi diretti al giocatore che deve avere i mezzi per leggere gli eventi come il narratore vuole che siamo letti. Forse sarò io a volermi spiegare troppo Death Stranding, ma credo che l’autore volesse farci patire una piccola parte del sentimento principale di Sam. Per potreci avvicinare di più al suo modo di concepire gli eventi. Una chiave di lettura nascosta nella meccanica di gioco.

Death Stranding: Spiegazione

Anche se certamente un videogioco, secondo me, non può prescindere dall’essere divertente. Qui l’opinione si spacca!

Si tratta solo di leggere il progetto dal verso giusto. Se si vede Death Stranding dal punto di vista narrativo e dal valore del concetto che vuole far passare, ci troviamo davanti ad un’opera difficilmente dimenticabile. Con tutti i suoi meravigliosi personaggi intrisi di sentimenti, storia, dolore , bontà e cattiveria. Un’opera certamente meritevole di essere citata nei capolavori di questo decennio.

Se invece andiamo ad analizzare il comparto ludico? Death Stranding non è affatto divertente. E’ eccessivamente macchinoso nelle selezioni e nei menù, e punitivo in troppe sfaccettature. Seppur Kojima abbia dato valore all’azione del recarsi da un punto A ad un punto B, il sistema non riesce a connotarsi in un genere preciso. Tra Action e Gestionale senza essere nessuno dei due con pro e contro del caso.

SafariGames Italia Cosa ho visto in Death Stranding: La mia versione Death Stranding, Kojima, Kojima Productions

Ci vediamo sulla spiaggia

Death Stranding è un viaggio avventuroso che ben presto diventa un’impresa tosta da portar avanti. Non è per tutti i gusti anzi, azzarderei a dire che è per pochi. Perché in pochi al giorno d’oggi sono affamati di storie straordinarie come quella di Death Stranding, che per quanto mi riguarda è stato un vero piacere vivere. Ma è altrettanto vero che difficilmente vorrò riprendere in mano il titolo dopo il faticoso completamento!

Mi aspettavo questo?

Forse si, Kojima ha plasmato la sua creatura con qualche esercizio di stile di troppo. Autocitandosi in alcuni in casi in uno sfoggio del proprio ego smisurato e a tratti fuori luogo. Ma è anche vero che ha regalato al mondo una storia che se fosse incisa solo su pellicola raccoglierebbe molti più consensi. Peccato che il sempre crescente Hideo regista di film abbia sacrificato tanto sull’altare del concetto e della storia, tralasciando quasi completamente la bellezza del divertimento pad alla mano che è un altro mezzo potente per raccontare una storia, dovrebbe saperlo meglio di tutti. Lui ce lo ha insegnato per primo…

Death Stranding: Spiegazione
Cosa ho visto in Death Stranding: La mia versione8 minuti lettura ultima modifica: 2019-12-24T10:09:43+01:00 da Giganico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *