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Conan Exiles: the Frozen North. Recensione della early access

C’era una volta una software house che riusciva a raccogliere consensi presso una nicchia della community che ha sempre apprezzato  giochi complessi, innovativi e capaci di calare il player in un universo parallelo credibile e appagante. 

Sto parlando di FunCom, casa norvegese che nel corso della sua storia  ha sfornato titoli atipici, ma grandiosi come Anarchy online,  Dreamfall: the longest journey o il più recente The Park.

Gli sviluppatori norvegesi devono avere una passione smodata per l’universo creato da Howard, e dopo Age of Conan del 2008, il 31 gennaio di quest’anno hanno rilasciato su Steam l’accesso anticipato di “Conan: Exiles”, titolo che vuole unire (nelle sue ambizioni) le dinamiche di un survival MMO con quelle di un MMORPG o di un più classico GDR. 

COSA CI ASPETTA IN CONAN EXILES

Ci troviamo nei panni di Conan (o della sua controparte femminile) esiliato in terre ostili. Il gioco, come ogni survivor che si rispetti, ci mette da subito sia contro l’environment sia contro gli altri player in una corsa infinita alla salvezza e al livello successivo.

Fin qui andrebbe anche bene, se non fosse che il gioco è, a livello concettuale, quanto di più lontano ci si poteva aspettare da questa software house (e dallo stato attuale del mercato videoludico che offre titoli molto più vasti e interessanti di questo). Conan Exiles pecca in tutti quelli che sono normalmente i punti forti delle creazioni Funcom; non è innovativo, ne credibile, ne tantomeno appagante.

E aggiungerei che la caratteristica  che ha spinto maggiormente il titolo al suo rilascio, è stata la presenza di nudità e la possibilità di cambiare le dimensioni dei propri attributi. 

The Frozen North screenshot

PROMESSE E HYPE 

Ormai sono abituato a titoli che sfruttano la curiosità dei player generando un hype folle, per poi perdere utenza rapidamente dopo pochi giorni, ma nel caso di Conan Exiles il fenomeno è stato decisamente abnorme.

Dal 31 gennaio al 7 febbraio, funcom ha venduto 350.000 copie della sua nuova creazione (con tanto di ringraziamenti e proclami per il futuro), e Conan è rimasto per due settimane tra i giochi più seguiti dalla community su twitch. Poi il calo drastico di utenza, la noia in game e gli interventi non proprio tempestivi dei developers, in fase di bug fixing, hanno quasi ammazzato del tutto un titolo che ricordiamo essere ancora in early access.

Dopo il primo mese fatto di annunci roboanti e di promesse (ancora non mantenute) sui futuri contenuti, Funcom ha iniziato a lavorare seriamente sulla sua creatura per riportarla a buoni livelli, ma nel frattempo, dell’entusiasmo che c’era a Febbraio, non rimane neanche l’ombra. E’ soprattutto per questi motivi che a inizio agosto, l’annuncio di una espansione gratis con territori innevati, una nuova divinità e ulteriori oggetti da craftare, mi ha incuriosito parecchio.

The Frozen North Screenshot

COSA CI PROPONE CONAN EXILES THE FROZEN NORTH?

Sono partito subito con i 9.7 gb di download e una voglia matta di dimostrare (in primis a me stesso) che avevo sbagliato ad accantonare Conan, e che una seconda possibilità sicuramente l’avrebbe meritata. L’amara realtà è che nonostante le novità The Frozen North è fondamentalmente uguale a prima, ma con una zona innevata a nord; soffre ancora  di una  tale povertà di contenuti pve e di meccaniche di end game da non giustificare il sistema di levelling e invogliare il player a mollare alle prime difficoltà (considerate sempre che trattandosi innanzitutto di un survivor pvp, il pericolo del raid è perenne).

Rispetto a quando lo mollai a marzo, l’AI dei mob è migliorata, ma prima era semplicemente imbarazzante, e quindi non me la sento di parlare di un vero e proprio miglioramento.

Mi è piaciuta invece la possibilità di scalare le montagne che da nuove possibilità di movimento ai players, mentre ho trovato banale e frustrante l’introduzione del fattore temperatura che nei progetti dei devs avrebbe dovuto ampliare la difficoltà dei survivors ad adattarsi ai vari biomi (che al momento sono comunque solo due e uno all’opposto dell’altro, sia per posizione che per temperatura).

Purtroppo al momento il risultato è che o si ha troppo caldo o si ha troppo freddo. Inoltre montando armature di end game non si ha più ne caldo ne freddo e questo basta a spiegare che se si tratta di innovazione, è davvero poca roba. 

The Frozen North Screenshot

CONCLUSIONI SULL’ATTUALE STATO DI SVILUPPO 

Insomma, il giudizio al momento è assolutamente negativo, ma il mondo degli early access ci ha regalato finora numerosi numerosi progetti che hanno subito cambiamenti epocali in corso d’opera (vedi Rust), e spero che Conan Exiles The Frozen North sappia reinventarsi e spiccare definitivamente il volo: teniamo conto che gli sviluppatori hanno detto che usciranno dall’early access nel corso del 2018. 

Conan Exiles: the Frozen North. Recensione della early access ultima modifica: 2017-08-27T13:00:37+02:00 da Bedlams

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