A volte la nostalgia colpisce all’improvviso, come un colpo di pistola ben assestato. E questa volta lo fa nel modo migliore possibile: dopo 35 anni, l’unico gioco ufficiale di City Hunter per console domestiche torna finalmente in vita.
Pubblicato originariamente il 2 marzo 1990, questo titolo leggendario è rimasto per decenni un pezzo di storia quasi dimenticato, conosciuto solo dagli appassionati più accaniti e dai collezionisti. Oggi, contro ogni aspettativa, City Hunter torna con un lancio mondiale simultaneo, riportando con sé l’entusiasmo e il fascino dell’uscita originale.
Non solo un remake, ma un ritorno storico
Questo nuovo City Hunter non è un semplice esercizio di nostalgia. È una vera e propria fusione tra passato e presente. Il gioco mantiene intatto lo spirito dell’opera originale, ma lo rende finalmente accessibile a un pubblico moderno.
Dopo decenni in cui il titolo era confinato a una nicchia, oggi può essere giocato senza barriere, senza traduzioni amatoriali e senza compromessi tecnici. È una resurrezione fatta con rispetto, consapevole del peso storico del brand.

La localizzazione che cambia tutto
Una delle novità più importanti di questo ritorno è senza dubbio la localizzazione multilingue completa. Un dettaglio che, per molti fan, rappresenta la vera vittoria.
Le lingue supportate includono:
- Giapponese
- Inglese
- Francese (inclusa la storica versione Nicky Larson)
- Tedesco
- Italiano
- Spagnolo
- Coreano
- Cinese tradizionale
- Cinese semplificato
Per la prima volta, anche il pubblico italiano può vivere l’esperienza di City Hunter in modo completo, senza filtri e senza adattamenti improvvisati.
Ryo Saeba: il ritorno del vero City Hunter
La storia resta fedele all’anima dell’opera originale. A parlare è lui stesso:
“Mi chiamo Ryo Saeba, conosciuto anche come City Hunter. In questo lavoro, sono un noto professionista ‘sweeper’.”
Ryo accetta qualsiasi incarico: dalla protezione di donne affascinanti fino alle missioni più pericolose e sporche. È un “cleaner” che ripulisce la città dalla feccia, vivendo costantemente sul filo del rasoio.
Al suo fianco c’è Kaori, sorella minore del suo migliore amico defunto, partner inseparabile che però – come da tradizione – sembra portare sempre gli incarichi meno remunerativi e più problematici.
Ogni nuova missione è un’incognita. Ogni giornata può essere l’ultima. Ed è proprio questa tensione continua a definire l’identità di City Hunter.

Un tuffo diretto negli anni ’90
Giocare oggi a City Hunter significa fare un salto diretto nei primi anni ’90. Un’epoca in cui i videogiochi erano più ruvidi, più diretti, meno indulgenti.
Questo ritorno conserva quell’anima: niente eccessive semplificazioni, niente stravolgimenti inutili. È un’esperienza che punta a far rivivere le sensazioni originali, adattandole quanto basta per risultare godibili anche oggi.
Perché questo ritorno è importante
Il ritorno di City Hunter non è solo un’operazione commerciale. È un atto di preservazione storica. Riportare in vita un titolo ufficiale dopo 35 anni significa riconoscerne il valore culturale, non solo nostalgico.
Per i fan storici è un regalo inaspettato. Per i nuovi giocatori è un’occasione unica per scoprire un pezzo di storia del videogioco legato a uno degli anime più iconici di sempre.
Un gioco che parla a più generazioni
City Hunter riesce nell’impresa di parlare a due pubblici diversi: chi lo ha vissuto all’epoca e chi lo scopre oggi per la prima volta.
La cura nella localizzazione, il rispetto per l’opera originale e la volontà di non snaturarne l’identità rendono questo ritorno qualcosa di più di una semplice riedizione.

Rivivere l’emozione, ancora una volta
Dopo 35 anni, City Hunter è tornato. Non per stravolgere il passato, ma per celebrarlo. È un viaggio nel tempo, un omaggio a un’epoca e a un personaggio che hanno lasciato un segno indelebile.
E per chi è cresciuto con Ryo Saeba, questo ritorno ha il sapore di casa.
Pagina Steam ufficiale di City Hunter