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Chronos: Before the Ashes Recensione del prequel di Remnant5 minuti lettura

Chronos: Before the Ashes Recensione

Dagli autori di Darksiders e Remnant From the Ashes ecco il ChronosBefore the Ashes; prequel che va a narrare la storia di un anno prima gli eventi di Remnant from the Ashes.

Il titolo è uscito nel Marzo 2016 in esclusiva per visore VR Oculus Rift, raccogliendo per altro, un ottimo successo con oltre un milione di copie vendute.

ChronosBefore the Ashes esce il 1 Dicembre in questa edizione finale ottimizzata, rivista e confezionata con più contenuti e un sistema adattato alla terza persona, in un action game che eredita certamente molto da Remnant e che si definisce, per bocca di Gunfire Games; Zelda Soulslike

Il titolo purtroppo non supporta l’Italiano.

Catapultati nella storia

Siamo introdotti alla storia e alle basi della trama brutalmente, senza preamboli di nessun tipo. Come spesso accade in titoli di questo genere per altro. I fatti narrati in questo ChronosBefore the Ashes avvengono esattamente un anno prima di quelli di Remnant. Impersoneremo un giovane appena maggiorenne, a cui verrà affidata la speranza dell’umanità, di sconfiggere il maligno che ha infestato il pianeta e ha preso forma di un potentissimo drago. Potremo scegliere di utilizzare un avatar maschile o femminile, senza però poterne modificare i tratti.

Chronos: Before the Ashes Recensione

Anche in questo capitolo il viaggio rapido sarà possibile attraverso i mondi grazie alla pietra rossa tipica della serie.

Il contesto dove ci caleremo è definibile come caratteristico del mondo degli Ashes! Ritroveremo quell’atmosfera e quelle stesse scelte di design del precedente capitolo, seppur con qualche compromesso di natura tecnica. Personalmente ho apprezzato di più l’ambientazioni di Chronos perché più varie seppur più semplici. Inoltre il fatto di non aver nessuna meccanica di proceduralità nella generazione dell’ambiente di gioco lo rende più dettagliato e gradevole nell’esplorazione. I design delle mappe è in stile medievale fantascientifico di sicuro impatto sui cuori esploratori del genere: verdi paesaggi e strapiombi che si estendono a perdita d’occhio. Templi di roccia in rovina, adornati da gigantografie e statue di creature mitologiche. Catacombe misteriose scavate nelle profondità della terra.

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Invecchiamo insieme

Una meccanica interessantissima è quella dell’invecchiamento progressivo: il nostro eroe armato di spada(o ascia) e scudo invecchierà di un anno ogni volta che morirà in gioco. L’invecchiamento avrà una risultante non solo sull’aspetto fisico del personaggio, ma anche sulle sue abilità. Il bilanciamento è ovvio: la giovinezza è sinonimo di velocità e forza fisica, mentre l’anzianità lo è di saggezza ed esperienza. Inoltre ad ogni decade sbloccheremo un’abilità speciale che descriverà per certi versi il tipo di guerriero che dovremo essere.

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La meccanica implementata e deliziosa e sopratutto una vera e propria novità nel genere, che certifica le potenzialità creative dello studio di sviluppo che sta vivendo una nuova giovinezza con Remnant e ora con questo Chronos.

Se volessimo proprio dirla tutta il sistema di invecchiamento non incide in maniera decisiva sulle vicende della storia ne sulla difficoltà tutto sommato, ma potrà certamente essere ripresa e approfondita nel prossimo capitolo spero!

Armi alla mano

Una volta apprese le basi del combat siystem di ChronosBefore the Ashes, ci si metteranno altri cinque minuti a padroneggiarlo perfettamente. Alla base c’è una semplicità anche troppo marcata del pattern degli attacchi e parate, unita al fatto che non ci sono armi da fuoco in questo capitolo, ma solo armi contundenti. Tutte hanno attacchi combo a 3/4 colpi, un attacco in corsa e uno caricato; da alternare in base a nemici e situazioni. Importantissima anche la schivata che permette non solo di schivare gli attacchi, ma anche di avvantaggiarsi nel posizionamento e di innescare alcune abilità specifiche. La sopravvivenza del nostro alter-ego invece è sospesa tra la barra dell’energia, quella della resistenza che si consuma attaccando ma anche parando gli attacchi nemici.

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Rispetto a Remnant il sistema di recupero di energia è leggermente differente e maggiormente sbilanciato sul favorire la morte del personaggio. Come nel precedente capitolo la cura del personaggio è affidata esclusivamente all’utilizzo dei “cuori di drago” o al passaggio di livello. Per quanto la progressione dei livelli sia molto rapida, i cuori di drago non si rigenereranno ad ogni tocco della pietra rossa. Questo aggiunge una risultante inattesa che porta a tentare di conservare strategicamente le cariche del cuore di drago in attesa di un passaggio di livello “curativo”, ma che alle volte si traduce in morti impreviste e aumenti dell’età anagrafica conseguenti.

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Da buon SoulsLike logicamente il morire sarà sinonimo di respawn di tutti i nemici normali esclusi i Boss. Gli stessi Boss saranno affrontabili liberamente senza nessun vincolo di trama; a patto di aver tutti gli oggetti per risolvere gli enigmi attinenti

Ci sono molti tipi diversi di nemici e boss, e quasi tutti sono frutto di una grande ricerca creativa che ha dato i suoi notevoli frutti. (escludendo i primi goblin scuri che sono bruttissimi!). Tutte le creature hanno un legame con la storia che va scoperto e collegato tra i mondi che esploreremo. Alcune idee molto buone sono spese anche nella creazione di alcuni antagonisti sia nemici normali che boss. Avrei voluto citarne uno in particolare che mi ha fatto patire più di una volta l’ansia della catacomba. Ma non posso derubarvi della sorpresa di incontrare quel simpaticone sul vostro cammino.

Su Safarigames Twitch trovi tutto il gameplay commentati da me, e se sei arrivato tardi non temere. Perché le live vecchie le trovi sull’archivio Twitch di YouTube.

Semplice nelle meccaniche ma ispirato!

Chronos: Before the Ashes è una piacevolissima sorpresa. Riesce a catturare l'attenzione grazie ai suoi paesaggi e alle sue creature incredibili. Risulta semplicista nelle meccaniche di combattimento, di progressione di livello e punti abilità, ma sa anche farsi notare per l'implementazione di idee ottime anche se non sempre spese benissimo del quadro generale. La sua idea di SoulsLike-Zelda è sicuramente apprezzabile e non posso che consigliare il gioco a coloro che hanno apprezzato Remnant. Consiglio invece di aspettare il primo saldo importante per chi è solamente fan del genere.

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Chronos: Before the Ashes Recensione del prequel di Remnant5 minuti lettura ultima modifica: 2020-12-23T14:00:12+01:00 da Giganico

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