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Captain Tsubasa: Rise of New Champions – Recensione7 minuti lettura

Quando si uniscono argomenti come il calcio ed i manga (o gli anime) è impossibile non pensare ad Holly e Benji. Protagonisti di un’intera generazione, sono forse gli unici a non aver mai ricevuto un titolo videoludico che li rappresentasse degnamente. Sarà riuscita Tamsoft nell’impresa con Captain Tsubasa: Rise of New Champions?
Ve ne parliamo nella nostra recensione grazie alla copia per PS4 fornitaci da Bandai Namco.

In memoria dell’originale Captain Tsubasa

Dopo una partita introduttiva utile a conoscere i comandi base, l’attenzione va incentrata sulla modalità Storia chiamata Il Viaggio. Suddivisa in Episodio Tsubasa ed Episodio New Hero, è sicuramente il punto centrale dell’intero titolo. Nel corso delle due campagne è infatti possibile imparare a padroneggiare tutti i meccanismi del gioco per affrontare gli avversari online.

Il capitolo Episodio Tsubasa, della durata di circa tre ore, si contraddistingue per il suo andamento guidato e lineare, con un fanservice degno del franchise.
Le vicende iniziano tre anni dopo le elementari, con la Nankatsu pronta ad affrontare il torneo nazionale giovanile con l’obiettivo di vincerlo per il terzo anno consecutivo. Nel corso delle partite è possibile assistere ad alcune azioni iconiche della serie animata, oltre a scene di intermezzo che fanno da narrazione tra un match e l’altro.

In Episodio New Hero, più longevo e coinvolgente, il protagonista della storia è l’avatar da noi creato attraverso un editor piuttosto corposo. Terminata la creazione bisogna scegliere la squadra della quale far parte tra Scuola Media Furano, Scuola Media Musashi ed Accademia Toho. A prescindere dalla scelta, l’obiettivo è comunque quello di entrare in Nazionale e riuscire a vincere la World Youth Challenge. Tra una partita e l’altra hanno luogo diversi dialoghi a scelta multipla e, a volte, la risposta potrebbe cambiare leggermente il corso della storia.

Fornire buone prestazioni durante le partite significa ottenere Punti Giocatore per migliorare le statistiche del nostro avatar e sbloccare abilità speciali. Attraverso carte virtuali ottenibili durante la storia (o aprendo appositi pacchetti) è possibile stringere legami di amicizia con determinati personaggi, acquisendo così le loro mosse ed abilità. Entrambi i capitoli sono molto curati, forse anche troppo, considerando che le scene di intermezzo alcune volte finiscono per essere molto lunghe, dovendo aspettare decine di minuti prima di poter scendere in campo.

Dallo schermo condiviso all’online

Sebbene il fulcro di Captain Tsubasa: Rise of New Champions sia Il Viaggio, si tratta pur sempre di una modalità mirata a far prendere dimestichezza con i comandi di gioco. Dopo aver rigiocato Episodio New Hero due volte per sbloccare Brasile e Stati Uniti è inevitabile spostarsi su Versus e Versus Online.

Versus mette a disposizione del giocatore classiche amichevoli, scontri ai calci di rigore e la partecipazione ad una competizione, come lega o torneo. I tre tipi di sfida possono essere affrontati anche in multiplayer in locale e nella competizione è possibile prendere il controllo di più squadre.

Versus Online permette invece di partecipare alle Leghe per scalare le classifiche mondiali o giocare amichevoli online con gli amici o contro giocatori casuali. Nelle Leghe ogni giocatore utilizza la propria squadra, personalizzandone nome, aspetto del logo e delle divise e componenti della rosa. Ogni Lega ha specifiche condizioni di iscrizione, con la squadra che non può superare un certo numero di punti valore. Non rispettando queste restrizioni si rischia di essere retrocessi. Avanzando di Lega è possibile comporre una squadra con più punti valore, così da utilizzare giocatori migliori. Un’ottima iniziativa per rendere la competizione più equilibrata e regolare.

A Captain Tsubasa piace l’arcade puro

Dal punto di vista del gameplay, Captain Tsubasa: Rise of New Champions non vuole assolutamente ambire a diventare una simulazione calcistica. Nonostante i comandi base siano praticamente gli stessi di un FIFA o un PES, come passaggi, tiri e cross, l’impianto di gioco è totalmente arcade. In aggiunta, con R1 ed R2 è possibile utilizzare tecniche di dribbling in attacco e di contrasto in difesa, oltre il semplice scatto in velocità.

Ciò che più si avvicina al calcio reale è la gestione della squadra in quanto a modulo, rosa titolare e tattiche da applicare a partita in corso. Una volta scesi in campo, però, schemi e tattiche finiscono per risultare quasi inutili, dato che i match si basano interamente sull’alternarsi di dribbling, tecniche speciali e tiri iconici. Le dinamiche di gioco sono spesso casuali, ma con un po’ di pratica è possibile capire quando mettere in atto un determinato contrasto o una specifica tecnica per arrivare al tiro con più facilità.

Per segnare è necessario consumare lo Spirito del portiere (una sorta di stamina) attraverso numerose conclusioni o effettuando il Super Tiro, posseduto solo dai migliori giocatori. Mettendo a segno contrasti e dribbling è possibile riempire una barra chiamata Zona V. Questa permette di aumentare temporaneamente le prestazioni della squadra e di effettuare parate speciali nel caso in cui l’avversario scagli tiri particolarmente efficaci.

Il gameplay, però, non nasconde i suoi difetti. I movimenti in campo sono piuttosto macchinosi e non permettono la fluidità ideale. Inoltre, la casualità delle dinamiche citata prima impedisce di avere un predominio sul campo da parte del più forte, perché spesso i dribbling riescono a fortuna.
D’altro canto, il titolo riesce nell’impresa di far divertire e restituisce al giocatore la bellissima sensazione di immedesimarsi nei protagonisti.

Il tanto amato pallone ovale

Così come per le meccaniche di gioco, anche il comparto tecnico mette in mostra due facce diverse della stessa medaglia. Tra gli aspetti che amiamo di Captain Tsubasa: Rise of New Champions c’è sicuramente la riproduzione delle animazioni che ci hanno fatto brillare gli occhi da bambini. Tutte le tecniche speciali più famose sono riprodotte in maniera eccezionale e trasmettono una carica incredibile ad ogni loro esecuzione.

Di ottimo livello anche il doppiaggio in lingua originale ed i sottotitoli in italiano, davvero ben costruiti. A donare quel tocco in più di adrenalina c’è infine la colonna sonora che si adatta perfettamente ad ogni situazione, sia in campo che nei menù. I contrasti e le conclusioni visti nell’anime tornano alla mente anche solo ascoltando gli effetti audio.

Quello che invece ci ha leggermente deluso è l’aspetto generale, durante le partite, dello stadio (compreso il rettangolo verde) e dei modelli poligonali dei giocatori. Non che siano così scadenti, ma sicuramente ci aspettavamo qualcosina di meglio considerando una licenza del genere. Nel complesso, però, l’impatto visivo non è affatto male.

Arrivati alle conclusioni la domanda alla quale rispondere è “Captain Tsubasa: Rise of New Champions rende onore al nome della serie?”
Secondo noi, assolutamente sì. Non è perfetto, come d’altronde non lo è quasi nessun titolo, ma sicuramente è in grado di divertire senza aspirare a nessun tipo di realismo. Una maggiore fluidità nel gameplay avrebbe reso l’esperienza migliore, ma bisogna premiare il coraggio di Tamsoft per aver prodotto un titolo dalla licenza pesante, cosa non facile al giorno d’oggi.

La rinascita del talento giapponese!

Captain Tsubasa: Rise of New Champions è il miglior titolo realizzato finora sul famosissimo anime. Nonostante un gameplay legnoso ed a volte ripetitivo, riesce comunque a mantenere alto il livello di divertimento grazie alla fantastica riproduzione delle animazioni che hanno reso celebre la saga. Non vuole essere una simulazione calcistica, ma solo un gioco coinvolgente in grado di farci provare le stesse emozioni di quando guardavamo Kojiro Hyuga sferrare il Tiro della Tigre ed è innegabile che l'obiettivo sia stato raggiunto.

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Captain Tsubasa: Rise of New Champions – Recensione7 minuti lettura ultima modifica: 2020-09-02T17:00:00+02:00 da Sigis

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