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Call of Duty: Modern Warfare, il ritorno del Re?

Tempo di lettura: 5 minuti

Call of Duty: Modern Warfare è uno dei franchisee più consolidati nel panorama videoludico. Nonostante gli alti e bassi della serie, con un riciclaggio di elementi fin troppo evidente negli anni, Infinity Ward è riuscita quasi sempre ad attrarre milioni di giocatori su diverse piattaforme. Il tempo passa per tutti ed è facile invecchiare senza accorgersi che le rughe stanno lasciando segni indelebili sul nostro volto. Call of Duty è stato segnato duramente dagli anni, in cui le critiche non si sono risparmiate nonostante i milioni macinati ad ogni nuova incarnazione.

La serie necessitava un cambio di direzione, una sterzata decisa ma non violenta per evitare di ribaltarsi nella corsa del miglior shooter 2019. L’attenzione del gioco si è quindi spostata dall’azione blockbuster, ricche di esplosioni e momenti epici a dir poco surreali, ad un thriller militare che punta la lente di ingrandimento sui problemi e conseguenze relative alle scelte in guerra.

Grazie ad un comparto tecnico finalmente rivisto, con un sonoro di primissimo ordine, la serie Call of duty si rinnova senza denigrare quanto fatto negli ultimi anni, ma dandogli il giusto respiro.

Storia, quanto ci mancava

Sarà un concetto antico, un qualcosa che molte persone considerano un training per il multiplayer, ma la storia, quelle sei ore da giocare in solitaria, ha un peso specifico. Il ritorno alle origini di Modern Warfare parte da una trama cruda e sincera, dove alcune scelte, per quanto immorali, rientrano nella cerchia di azioni per un bene superiore. 

La trama si svilupperà nella terra devastata dalla Guerra in Urzikstan, un ibrido tra l’Afghanistan della fine degli anni Ottanta/Novanta. Gli elementi presenti nel gioco possono essere trasportati facilmente in quello che si sta vivendo di recente, Siria, e quello cha ha da sempre caratterizzato la maggior parte dei conflitti.

In Call of Duty: Modern Warfare non vestiremo i panni un solo personaggio e questo aiuterà a muoverci in una trama che si disloca in diverse location toccando Londra fino alla Russia. A differenza dei precedenti capitoli, in cui sembrava di infilarci in cunicoli non appartenenti al mondo reale, la maggior parte delle ambientazione risulteranno vive. La diversità dei luoghi esplorati aiuterà a non incepparsi in ripetive ambientazioni urbane. Questi elementi eleminirenno gran parte di quella staticità, oltre ai tipici binari, che ha da sempre caratterizzato la serie Call of Duty.

Senza entrare troppo nel dettaglio in quanto raccontato possiamo ritenerci soddisfatti delle cinque/sei ore che impiegheremo per terminarla. Qualche dubbio sul finale rimane, ma è sempre difficile chiudere la cerchia di una storia anche se ben narrata.

Online, il cuore pulsante di Call of Duty: Modern Warfare

La presenza di una valida campagna in single player non deve comunque distogliere l’attenzione sul vero core del gioco ovvero il multiplayer. Call of Duty: Modern Warfare non perdere il suo mordente in quello in cui ha sempre eccelso, anzi lo eleva alla sua massima espressione. La novità più importante nel ricco pacchetto offerto dal gioco è la modalità Gunfight.

Quattro giocatori suddivisi in squadre da due si danno battaglia in mappe strette e frenetiche facendo competere tutti allo stesso livello senza le migliorie o vantaggi di chi gioca da più tempo. L’altra introduzione per la serie è quella di un conflitto su larga scala denominato Ground Wars, in cui fanno da padrona enormi mappe, punti di cattura e una vasta gamma di veicoli. Per chi si sta già gustando pad alla mano delle partite simili a Battlefield ma in salsa COD dobbiamo precisare alcuni aspetti importanti. Il primo è la distruttibilità dell’ambiente, anni luce indietro a quanto proposto dai ragazzi di DICE.

Il secondo è una certa piattezza e delle mappe decisamente meno dettagliate e ricche di quelle che il gioco propone per altre modalità. La grandezza di quest’ultime incide e fa ben capire quanto sia difficile proporre una battaglia su larga scale. Anche la modalità Spec Ops è stato tirato a lucido per l’occasione rimanendo fedele a se stesso ma regalando un divertimento nuovo anche grazie alla generosità delle mappe e dai mezzi disponibili. L’elemento che si distingue subito è la necessità di collaborare con i proprio compagni o sarà quasi impossibile finire la missione.

Il tanto atteso boost grafico

Call of Duty: Modern Warfare non si rinnova solo nello spirito ma anche nel corpo grazie ad un engine che riesce finalmente stare al passo coi tempi. Il design è di grande impatto nonostante si perda di qualità nelle mappe di certe dimensioni. L’attenzione e la cura per i dettagli raggiunge finalmente gli standard richiesti dai giocatori sfiorando a tratti il foto realismo.

Se alcuni elementi grafici e non potranno risultare riciclati per i veterani della serie, il passo compiuto da Infinity Ward ci è parso quello giusto per svecchiare il gioco e renderlo di più ampio respiro sotto ogni aspetto. Cosa non facile considerano la quantità di modalità proposte.

Per quanto concerne l’intelligenza artificiale il lavoro da fare è ancora tanto, ma si vedono dei miglioramenti anche sotto questo aspetto. Pad alla mano il feedback delle armi è a dir poco eccezionale anche grazie ad una campionatura di primo ordine. Anche la colonna sonora denota un lavoro volto alla ricerca di qualità nonostante alcuni brani pecchino di poca originalità. Nulla da dire sul networking e sul match making online, granitico come da serie e rapido nel trovare sessioni di gioco in cui iniziare il nostro massacro… o essere massacrati.

Per chi fosse interessato al gioco invitiamo a leggere Call of Duty: Modern Warfare, armi ed equipaggiamento e la Guida sulle mappe di gioco per modalità.

Il ritorno del Re?

Call of Duty: Modern Warfare è il passo necessario che la serie doveva compiere ma non è la rivoluzione che i più accaniti gridavano a gran voce. Tante sono le novità con lo spirito action e frenetico del gioco rimangono intatti anche nella storia la quale, si lascia raccontare riducendo al minimo i consueti deliri in stile hollywoodiano. La trama di qualità e l’introduzione di nuove modalità di gioco lasciano il segno indelebile sulla strada che i ragazzi di Infinity Ward stanno tracciando per la serie. Grazie ad un engine rinnovato e un pacchetto che garantisce un quantitativo di ore di gioco incalcolabile, non possiamo che consigliare il gioco sia ai veterani che a chi aveva abbandonato la serie per troppa ripetitività.

8.2
Call of Duty: Modern Warfare:
8.2
Call of Duty: Modern Warfare, il ritorno del Re? ultima modifica: 2019-10-29T10:00:23+01:00 da Jena Plissken

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