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Call of Duty: Black Ops Cold War – Recensione6 minuti lettura

Copertina Recensione Cold War

Recensione di Call of Duty: Black Ops Cold War. La copia PS4 del gioco è stata gentilmente offerta da Hill+Knowlton Strategies.

Tante novità da sfruttare

Cold War si è presentato ai videogiocatori appassionati già da qualche tempo, portando con sé un grosso ventaglio di novità grafiche e, soprattutto, di gameplay. Queste novità sono riuscite a smuovere anche un “soldato in congedo” come me, che ho abbandonato la serie Call of Duty dopo Ghosts e quella di Black Ops con l’ormai storico e amato secondo capitolo. Le promesse fatte dagli sviluppatori (vari team, tra cui: Treyarch, Raven Studio, HighMoon e Beenox) mi hanno convinto a provare il gioco. Sarà riuscito a soddisfare le mie aspettative e quelle degli appassionati? Scopriamolo!

La campagna non è solo un tutorial!

La campagna di Cold War è stata la prima modalità che ho provato tra le 3. Il setting narrativo è, ovviamente, l’ultimo decennio della Guerra Fredda, il 1981 per la precisione. Il gruppo di militari capitanato da Adler è in missione su ordine della CIA per scovare il nascondiglio di Perseus, una sorta di agente segreto russo molto pericoloso di cui non si hanno tracce da molto tempo. Il nostro protagonista, nome in codice Bell, è un soldato di cui costruiamo noi giocatori il background e possiamo personalizzarlo assegnandogli tratti caratteriali che incidono sul gameplay.

Cold War _ Storia 1
Preparandoci alla missione

La struttura della campagna è suddivisa in missioni principali e secondarie. Una peculiarità che ho apprezzato è la presenza, all’interno delle varie missioni, di alcuni indizi. Questi hanno un peso specifico molto alto per le missioni secondarie: grazie agli indizi potremo scoprire sfaccettature che ci permetteranno di avere successo nelle secondarie. La presenza di multipli finali, le linee di dialogo a scelta e la su citata personalizzazione del PG aprono una grande porta al fattore rigiocabilità, tant’è che alcuni trofei sono proprio legati a questa. Molto apprezzata anche la presenza di slot di salvataggio multipli, è sempre meglio che averne solo uno.

Un giudizio finale sulla campagna…

La domanda a cui più mi preme rispondervi è: la storia merita o è un semplice tutorial per il multiplayer? Qualora non lo abbiate già intuito, la mia risposta è sì, merita, e non solo per le caratteristiche già elencate. Da che se ne dica, le campagne single-player di tutti i Call of Duty, chi più chi meno, sono sempre state apprezzabili, e questa non è da meno. Se inizialmente pensavo che le missioni fossero piuttosto piatte e un semplice spara-a-tutti e fai-esplodere-tutto alla Michael Bay, nel finale, complice un bellissimo colpo di scena, mi sono ricreduto.

Cold War _ Storia 2
Woods, Adler e Hudson

Multiplayer, la punta di diamante

Forse la modalità più apprezzata, sicuramente la più giocata. Dopo anni di assenza sui server di Call of Duty e molte ore di gioco, mi trovo davanti ad un prodotto sicuramente evoluto rispetto ai capitoli precedenti. Il gameplay segue la falsa riga dei suoi antenati, ma aggiungendo qualche novità. Il combattimento frenetico rimane il concetto principale del gameplay. Questo mi risulta molto divertente, nonostante pensassi di “non essere più fatto per gli FPS”. Sarà il fatto che mi sembra molto old-school, chissà. Per quanto riguarda le mappe, esteticamente sono tutte ben realizzate e ben pensate, alcune delle quali sono prese direttamente dalla campagna single-player. Ovviamente sono tutte diverse tra loro, anche a livello di estensione. Alcune di esse sono molto close-combat, mentre altre più “open”.

Cold War _  HUD
Ecco come si presenta l’HUD

La varietà di armi, soprattutto in questo periodo iniziale del gioco, è veramente ampia. La personalizzazione di quest’ultime, sia a livello estetico che di incidenza sul gioco, è anch’essa varia e ben curata, con possibilità di personalizzazione elevatissima. I veicoli, purtroppo, non sono stati molto sfruttati e non sono presenti in tutte le mappe. Davvero un gran peccato poiché promettevano molto bene. Le modalità di gioco sono molte e tutte divertenti. Ho provato anche quelle nuove, come Scorta VIP e Controllo (che in realtà è un ritorno): divertenti anch’esse, ma pensate per essere giocate da team affiatati.

La celebre Dominio

Zombie, una piacevolissima sorpresa

Ok, la modalità era stata già annunciata, ma parlo più che altro dell’esperienza che reputo sorprendente. L’unica mappa attualmente a disposizione (ne usciranno in futuro, gratuite e non) è Die Maschine, una mappa varia e ben strutturata nel level-design. Altra sorpresa è la presenza di una zona che riproduce la primissima mappa zombie mai uscita su un Call of Duty: Nacht der Untoten, la celebre casetta che aprì le porte della modalità nel lontano 2008 in World at War. Per quanto riguarda il gameplay vero e proprio, non ci sono stravolgimenti rispetto al passato. Parlerei più di evoluzione, per non offrire ogni volta lo stesso modo di giocare.

Cold War _  Zombie
Classi personalizzate su Zombie!

Le gobble-gum sono state rimosse, dando spazio a molto altro, come un drop di rottami da parte di alcuni zombie. Tramite questo, saremo in grado di craftarci una vera e propria corazza per proteggere il nostro soldato dalle sempre più numerose orde man mano che i round salgono di numero. Altra novità è il potenziamento delle celebri bibite tramite speciali oggetti lootabili in-game. Unico mio dispiacere, se possiamo definirlo tale, è l’assenza del double tap, il perk del doppio proiettile, che per il momento è sostituito dal celebre deadshot daiquiri.

Zombie2
Quanto resisterò?

Tra le novità, come accennato sopra, potremo creare classi personalizzate con cui partire una volta avviata la partita. Questa scelta può rendere il gioco più facile a round bassi, ma fidatevi che più in là la difficoltà crescerà a dismisura. In breve, per quanto riguarda questa terza modalità, non posso che ritenermi sorpreso, come ho già detto, e molto soddisfatto.

Un comparto tecnico-grafico che fa faticare la PlayStation

Sicuramente la nota dolente del titolo. Progettato, immagino, per essere giocato principalmente su next-gen, Cold War distrugge la mia povera PS4. C’è da dire che graficamente è piuttosto buono, soprattutto in campagna e zombie, ma sessioni prolungate (specialmente se pensiamo al multiplayer) logorano l’esperienza di gioco. Mi è capitato in campagna principale di dover attendere qualche manciata di secondi per far caricare le pesantissime texture, ma potevamo, anzi dovevamo aspettarcelo. Per quanto riguarda il comparto audio, mi ritengo soddisfatto. Le musiche sono azzeccate, mantengono sempre in tensione il giocatore. I rumori di gioco, con mia particolare attenzione sulle armi, sono ben realizzati, e (ho fatto i test) cambiano se ci troviamo all’aperto o al chiuso.

Call of Duty: Black Ops Cold War - Un degno successore della serie

Cold War è la summa del lavoro di molteplici case di sviluppo, la cui idea di fondo è realizzare un gioco all'avanguardia, divertente e frenetico. Una bella campagna, un multiplayer all'altezza delle aspettative e una modalità zombie che verrà presto arricchita sono i tre ingredienti principali. Il gioco è ben riuscito, i risultati sono evidenti, peccato per l'impatto negativo che ha sulla PS4, altrimenti il voto sarebbe stato più alto!

8.1
Call of Duty: Black Ops Cold War:
8.1
Call of Duty: Black Ops Cold War – Recensione6 minuti lettura ultima modifica: 2020-11-16T14:00:07+01:00 da Fcfrank

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