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Borderlands 3 – è davvero quello che ci meritiamo?

Tempo di lettura: 4 minuti

Discutiamo insieme di Borderlands 3 e di una cosa che mi fa particolarmente incazzare nei videogiochi moderni.

La chiave di gioco di Borderlands 3 per questa (non) recensione ci è stata gentilmente offerta dal nostro partner dlcompare.it; il motore di ricerca per i migliori prezzi per i videogiochi.

Vorrei precisare che, questa più di altre (non che le altre non lo fossero, ma questa per ovvi motivi lo è ancor di più), è la mia opinione buttata giù per, magari, avviare una linea di dialogo con chi sta leggendo e, chissà, magari farmi cambiare idea.

Borderlands 3 è grigio e noioso

Attualmente ho passato abbondantemente le 15 ore di gioco e, si, lo trovo particolarmente grigio.

Sia chiaro, ambientazioni coloratissime, ma non è quello a cui, chiaramente mi sto riferendo.
La sensazione che permea fin dalla title screen è la stessa che ho provato nelle circa 200 ore smistate nei vari capitoli precedenti. L’effetto “Fifa”, dove ogni anno, uno dopo l’altro, le migliorie apportate sono fondamentalmente le facce dei nuovi prospetti, affiancate a quelle dei già ben più noti campioni di rito, è forte.

Ecco esattamente allo stesso modo verremo catapultati all’inizio della nostra avventura, con le stesse premesse, gli stessi obbiettivi e gli stessi “nemici di sempre”. Ad accoglierci quindi, ci saranno fin da subito vecchissime conoscenze, dove l’ormai irrisorio CL4P-TP ci farà strada verso l’ormai già conosciuta sirena… che palle… di nuovo.

Qualche cenno di rinnovamento lo possiamo trovare in un paio delle tre nuove classi, più la solita sirena, presentate per in nostro alter ego, il cacciatore della cripta.
Il domatore è la mia scelta, e, onestamente, l’unica che sembra discostarsi un po dalle “vecchie conoscenze”.
Ed anche qui rimango parzialmente a bocca asciutta, Borderlands punta tutto sulla quantità smodata delle bocche da fuoco, relegando abilità e companion a semplice “insalata”.
E come tutti ben sanno “Niente amici con l’insalata”!
Le varie abilità che andremo pian piano a sbloccare serviranno per lo più a rendere tutto più pirotecnico, ma niente di più.

L’intelligenza artificiale non è assolutamente degna di nota, anzi, molto spesso ho la sensazione che faccia apposta a mettere la carne da macello vicino ai vari bidoni esplosivi che, molto casualmente, sono esattamente dove mi servono (ma questa è una storia triste che tocca molti titoli del genere).

Caratterizzazione e narrazione

Come probabilmente già saprete, o se non lo sapete ve lo dico io, la narrazione è dannatamente mediocre. Sicuramente non male, ma altrettanto sicuramente tralasciabile. I picchi incontrati con Jack il bello, ma ancor di più con Mr. Torgue risultano inarrivabili. Riuscendo con qualche battuta di pessimo gusto a strapparvi qualche sorriso; i vari personaggi che incontrerete risulteranno per lo più memorabili per una forzatura tra stereotipi e, appunto, pessime battute.
Complice fors’anche il pessimo sistema delle collisioni, si verranno a creare piccoli siparietti indesiderati con npc mal posizionati durante i dialoghi o che addirittura si incastreranno continuando comunque a camminare come se niente fosse, rendendo la narrazione estremamente artificiosa.
Piccolo punto a favore: le animazioni, soprattutto quelle dei personaggi un po’ più importanti risultano molto più curate rispetto a quelle viste nei capitoli precedenti.

La componente grafica fa sicuramente qualche passo avanti, non distaccandosi troppo dai predecessori, anche se il dettaglio è sicuramente maggiore.
MA, si perché c’è il ma, si porta dietro tutti gli errori del passato, schermate dei menù comprese (e se possibile anche peggiorate a mio avviso).
Se proverete infatti ad avvicinarvi pericolosamente ad un personaggio (io nei capitoli precedenti mi divertivo a farlo con Moxxi [you know what i mean], voi scegliete chi preferite) vedrete infatti crescere a dismisura le proporzioni mentre quello che voi reggerete fra le mani rimarrà della dimensione corretta creando una storpiatura prospettica già brutta da vedere nei precedenti capitoli, figuriamoci ora.

Borderlands come Call of Duty?

NO, no, no non sto bestemmiando, so bene che sono due prodotti differenti, ognuno con le proprie peculiarità, ma quel che intendo è che, proprio come COD, o qualsivoglia titolo destinato per forza ai “mass” sia, fin troppo spesso, una paraculata. Ed è proprio questo punto a farmi innervosire di più, finanche a perdere completamente l’interesse per il titolo che sto giocando.

Trovo ormai, sempre più spesso, piacere nel dedicarmi a piccoli titoli indipendenti che hanno dalla loro un’anima, quel valore aggiunto che, proprio perché fin troppo bistrattato dalle grandi produzioni, risulta imprescindibile.
Mi piace potermi perdere in un videogioco, ad esplorare, a capire, a sentirne il profumo.
Mi piace immergermici, trovare un posto dove, per qualche ora, possa essere senza pensieri.
Mi sembra invece che titoli odierni propinino tanto fumo negli occhi, giusto per dire: “anche per quest’anno la pagnotta la portiamo a casa”. Lasciando nelle mani dei giocatori titoli che sì, probabilmente promettono 100 ore di divertimento, ma che alla fine dei conti, dopo solo qualche ora ce ne si è già dimenticati per passare subito alla nuova uscita fiammante.
Ed è ancor più brutto quando succede ai brand che hai imparato ad apprezzare.
Sì, perchè al tempo il primo Borderlands fu una bellissima boccata d’aria fresca, una piccola perla che riusciva a racchiudere in al suo interno tutta la frenesia di uno sparatutto convenzionale, un pizzico di GDR che non guasta mai, uno spruzzo di sana ignoranza ed il tutto farcito da un’infinità di loot di vario tipo, riuscendo a garantire davvero ore di puro godimento videoludico.

Mi trovo sempre più spesso, ormai, a fare valutazioni di questo tipo.
Probabilmente starò invecchiando ed il mio gusto ricerca qualcosa di più raffinato, ma quello che sento giocando a questi titoli è un senso di vuoto.

Quella sensazione di avventura che fino a qualche anno fa sentivo ancora forte all’inizio di un videogioco, quella stessa sensazione che si tramutava in desiderio di conoscenza, desiderio di scoperta e meraviglia è ormai lontana.
Spero che questo pretesto porti qualcuno a fare una riflessione e, colgo l’occasione per chiedervi, qual’è l’ultimo videogioco che vi ha fatto provare queste sensazioni? C’è mai stato o è soltanto un mio capriccio di senilità?

Borderlands 3 – è davvero quello che ci meritiamo? ultima modifica: 2019-11-02T20:39:54+01:00 da Othum

7 Comments

  • Reply
    Mirko
    04 Nov 2019

    In tutte le forme di espressione rivelo questo appiattimento, sarà lo specchio dei tempi .. Il mio videogioco non plus ultra è Half Life 2 con le sue espansioni. (purtroppo non ho mai visto l’1..).

    • Reply
      Othum
      05 Nov 2019

      Sono d’accordo con te, e proprio per questo ti consiglio Black Mesa per rivivere il magnifico primo episodio completamente rivisto. Purtroppo ancora non finito, manca l’ultimo spettacolare atto e la lingua italiana.
      Questo non toglie valore al lavoro fatto (da uno studio indipendente e non da Valve, per altro), che riesce davvero a farti rivivere le emozioni di un tempo. Fammi sapere cosa ne pensi!

  • Reply
    duzzy
    06 Nov 2019

    anch’io sottoscrivo il tuo articolo, ne discutevo proprio oggi con un collega anch’egli sfegatato di Borderlands… ma è accaduto con metro exodus, rage 2, gli ultimi far cry e altri… moltissimo hype e poi… come dimenticare vaas? fortunatamente non acquistai mass effect andromeda x il mancato doppiaggio(ma questo è un enorme discorso a parte) viste le recensioni… resti shephard nel mio cuore… titoli che mi sono rimasti dentro… diyng light… the last of us… horizon new down eccezionale… ma si, ho paura ormai dei sequels… speriamo bene… ora sto affrontando ghost breakpoint su onex, anche qui vastissimo ma wildlands aveva qualcosa in più… non so…

    • Reply
      Othum
      07 Nov 2019

      Guarda purtroppo con Mass Effect hai proprio colto in pieno, mentre scrivevo questo articolo avevo proprio anche questa saga in mente. Non voglio assolutamente fare quello che “si stava meglio quando si stava peggio” ma una volta per avere dei seguiti magari passavano diversi anni, magari addirittura generazioni di console e di hardware, ma dannazione c’era la necessita di giocare un seguito! La trama ne aveva bisogno! Ora i seguiti sono estremamente non necessari, superflui, cosa ha aggiunto questo BD3 alla fine dei conti?

  • Reply
    Silig
    06 Nov 2019

    Con Metro Exodus hanno voluto creare un open world dove difficilmente ci stava, ma il senso di oppressione in tanti livelli resta uguale, per gli altri che hai elencato non posso che darti ragione

  • Reply
    Riccardo
    07 Nov 2019

    mi dispiace ma ti sbagli, rispetto al 1o capitolo non c’è neanche bisogno che stia qui a dirti le differenze…ma dire che il gameplay non sia cambiato è ridicolo.
    scivolata,corsa molto piu veloce,arrampicate,oltre alla singola abilità sono state introdotte altre sottoabilità.
    per le difficoltà devi giocare in modalita caos in modalità vero cacciatore…
    abilità poco forti lo dici tu…se fai la build corretta ti renderai conto che dire siano relegate ad insalata è follia. nessuno poi cita che sia ormai l’ultimo gioco interamente giocabili in split screen.

    • Reply
      Othum
      07 Nov 2019

      Guarda siamo qui proprio per discutere di questo e mi piacerebbe davvero fare confronti con i capitoli precedenti. Le modifiche che hai elencato ci sono, e sicuramente variano l’approccio al gameplay (anche se non ne sentivo la necessità onestamente, e mi sembra sia stata un aggiunta alla “lo fan tutti lo facciamo anche noi”), ma giustificano il costo e la produzione di un titolo stand alone?
      Come chiedevo nel commento precedente questo BD3 porta qualcosa di più alla saga?
      Se avessi dovuto sborsare il prezzo pieno per l’acquisto onestamente sarei davvero amareggiato. Magari non per tutti, ma io sono cresciuto in un epoca (cazzo queste cose mi fanno sentire davvero vecchio) dove l’offerta era decisamente più scarsa e non potevo permettermi più di 4/5 titoli in un anno, questo mi portava a valutare davvero bene se un titolo valesse la spesa prima di concretizzare, a volte a funzionato a volte meno… Rimpiango ancora di non aver acquistato GTA III fin da subito, ma questa è un’altra storia triste.

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