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Blair Witch – Recensione

Blair Witch
Tempo di lettura: 5 minuti

Recensione di Blair Witch basata sulla copia gentilmente fornita da Premier Commons.

La leggenda della strega vissuta in prima persona

Lo scopo principale di un horror, sotto forma di libro o di film, dovrebbe essere quello di creare uno stato di ansia tale da spingere il nostro corpo a produrre adrenalina, donandoci – nonostante la paura – una sensazione di appagamento. Proprio grazie a questa sensazione, inoltre, riusciamo spesso a dimenticare i problemi quotidiani: il lettore o lo spettatore, completamente assorbito dalla narrazione del terrore, crea momentaneamente un focus esterno alla sua vita, immergendosi completamente nel sovrannaturale.

Quando, poi, seduti comodamente sulla nostra poltrona preferita, fissiamo uno schermo o le pagine di un libro sapendo che la nostra vita non è in pericolo, per poter generare questa sensazione di angoscia è necessario che gli ingredienti siano ben bilanciati e selezionati.

Una delle storie più celebri che, da generazioni, terrorizza gli americani è sicuramente quella della strega di Blair, malvagia presenza che si nasconderebbe nel bosco vicino alla cittadina di Burkittsville nel Maryland.

Blair Witch

Film e libri si sono spesso fermati a raccontare la storia di questa donna che dal Settecento fa sparire bambini, ma senza mai farla vivere in prima persona allo spettatore – escludendo un parzialmente riuscito tentativo in found footage della pellicola The Blair Witch Project (1999) scritta e diretta da Daniel Myrick ed Eduardo Sánchez. Ora è possibile sperimentare la leggenda della strega grazie al capolavoro della Bloober Team SA: The Blair Witch, titolo presentato durante la conferenza di Microsoft all’E3 2019.

Inseguire una leggenda?

La storia di Blair Witch racconta la disperata ricerca di un bambino di Burkittsville, scomparso qualche giorno prima dell’inizio del racconto. Sullo sfondo c’è sempre la leggenda della strega di Blair e della foresta, tra il gracchiare di corvi, allucinazioni e strani bisbigli, ma il focus narrativo si concentra su altri protagonisti.

Blair Witch

Durante l’arco narrativo del gioco ci troveremo ad impersonare Ellis, un poliziotto in congedo forzato, accompagnato dal fedele Bullet, il cane a lui affidato. Unitosi alle ricerche nonostante le pessime condizioni psico-fisiche, sarà proprio Ellis ad investigare sul rapimento e a seguire le tracce che lo condurranno a lottare contro i suoi demoni interiori.

Blair Witch

La storia in ogni caso, è sicuramente molto breve, anche se comunque molto accattivante: riesce, infatti, a stimolare al tal punto l’attenzione che le sole sei ore di gameplay previsto sono sufficienti per darci quello stimolo sperato per un titolo del genere.

Un mix di ingredienti quasi perfetto

Per ogni videogioco, il valore della grafica è messo principalmente in risalto dall’impegno riservato per la realizzazione dei dettagli. Se, poi, questi dettagli vengono sviluppati principalmente per ambienti bui e rimangono ben definiti in ogni momento, ecco che si ha un gioco di grande valore rappresentativo.

In Blair Witch, nonostante gli sviluppatori non abbiano voluto rischiare con un kolossal, dal punto di vista tecnico si trovano interessanti punti di pregio: la grafica è molto realistica e gli ambienti, seppur circoscritti, restano molto intriganti (se non fosse per l’ansia costante data dal bosco notturno, probabilmente avrei perso tantissimo tempo ad osservare gli alberi con la torcia, lo zampillio dell’acqua e le animazioni del cane).

Blair Witch

Ad una grafica già ben sviluppata, inoltre, danno un valore aggiunto i giochi di luce soprattutto nei primi capitoli, quando iniziamo la ricerca nel bosco di giorno e piano piano arriviamo a sera: le ombre si allungano e cambia la visibilità regalandoci quel passaggio tra il misticismo del bosco al tramonto, con la luce che fa capolino tra le fonde, e l’inquietudine del buio notturno che rende tutti i sentieri identici tra loro.

Altro elemento chiave che rende un titolo horror degno di essere giocato è sicuramente l’apparato sonoro e musicale. Grazie a una colonna sonora soffusa ed inquietante, in The Blair Witch veniamo accompagnati nella nostra scampagnata dai suoni del bosco che contribuiscono a una resa tetra ed angosciante dell’atmosfera del gioco. Ai rumori della notte si aggiungono i latrati di Bullet, che si comporta esattamente come farebbe un cane: abbaia quando sente una traccia, mugola quando percepisce un pericolo e si distrae correndo spensierato nella natura.

Blair Witch

Le cinematiche, inoltre, sono presenti in gran numero: siamo di fronte, infatti, ad un horror narrativo e proprio in queste si svilupperà la storia vera e propria. Nota di pregio è la sfocatura intorno ai personaggi in concomitanza dei flashback di Ellis.

Sopravvivere armati di una torcia, una videocamera e un cane

Parlando del gioco vero e proprio, i comandi risultano piuttosto semplici e basilari: le levette analogiche serviranno per muovere il personaggio e guardarci intorno, mentre il grilletto destro ci permetterà di interagire con gli oggetti e i due pulsanti sul dorso del joystick consentiranno di richiamare il cane e di aprire lo zaino per utilizzare gli oggetti.

Blair Witch

Per quel che riguarda il gameplay, il gioco si struttura in un modo molto particolare seguendo due sistemi principali per poter risolvere gli enigmi e seguire le tracce. Da un lato avremo a disposizione Bullet, che indicherà i pericoli e ci aiuterà a trovare le tracce; è molto importante, inoltre, che il cane sia richiamato spesso perché la sua assenza prolungata manderà in stato di panico il protagonista. Dall’altro, invece, avremo una strana videocamera che modella la realtà: infatti riavvolgendo o mandando avanti quello che vedremo nel piccolo schermo potremo da essa estrapolare pezzi di realtà che ci permetteranno di proseguire lungo i sentieri o di recuperare oggetti chiave dal video stesso.

Blair Witch

Vale davvero la pena?

La risposta è molto semplice: decisamente si.

Ulteriori motivi, oltre a quelli precedentemente citati potrebbero essere il fatto che il gioco è stato sottotitolato, quindi quantomeno è di facile accesso per tutti, anche per coloro che masticano meno inglese.

Inoltre, se giocato su Xbox One, grazie al potenziamento del Game Pass presentato all’E3 2019, il gioco è disponibile nella vasta libreria di Microsoft, quindi eccezion fatta per l’abbonamento mensile a Game Pass, potremo giocarci senza costi aggiuntivi (per ora).

Questo titolo potrebbe sicuramente raggiungere a mani basse horror di livello ben più noti come Outlast o Amnesia, e probabilmente nei prossimi mesi si farà conoscere bene.

Blair Witch

Consigliato a tutti gli amanti dell’horror non basato interamente sul jumpscare, ma con fattori d’inquietudine costanti che andranno a minare le nostre certezze.

BLAIR WITCH

Un horror narrativo psicologico in cui sarà difficile rimanere attaccati alla realtà in un luogo dove reale e sovrannaturale si fondono.

7.5
BLAIR WITCH:
7.5
Blair Witch – Recensione ultima modifica: 2019-09-12T18:00:17+02:00 da Neviebris

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