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Bee Simulator – Recensione

Bee Simulator Cover
Tempo di lettura: 4 minuti

Recensione di Bee Simulator, versione PC per Epic Games Store. La copia del videogioco è stata cortesemente offerta dall’agenzia Laboratorio Comunicazione.

Dov’è il mio polline!?

Bee Simulator è un videogioco sviluppato da VARSAV Game Studios, conosciuta dagli appassionati di indie per Giants Uprising. In questo titolo il giocatore è chiamato a vestire i panni (e le ali) del simpatico insetto che produce il nostro amato miele: l’ape. Durante la nostra avventura ci ritroveremo a svolgere compiti da ape, come raccogliere polline ed esplorare le varie zone esterne all’alveare. Se vi state chiedendo “quanto potrà essere divertente impersonare un’ape?” vi ricrederete, perché ho commesso il vostro stesso errore.

Bee Simulator 1

Una storia breve ma intensa

In Bee Simulator la storia principale si snoda in sole otto missioni principali. Ognuna di esse consiste in un compito da svolgere per la nostra piccola ape e vanno dal raccogliere semplice polline al cacciare dall’alveare ospiti indesiderati. L’arco narrativo della campagna dura circa un anno. La storia di fondo tratta la vita del nostro sciame che è costretto a “traslocare” dal suo vecchio alveare, e starà alla nostra protagonista trovarne uno nuovo. Una volta terminata la campagna, la nostra amata ape sarà libera di continuare a esplorare la mappa in free-roaming alla ricerca di polline, missioni secondarie e sfide.

Non solo single player

Ho apprezzato molto la presenza di una seconda modalità di gioco, anche se non molto sviluppata come la campagna principale. Si può giocare con degli amici in locale a schermo condiviso. Il numero massimo di giocatori per questa modalità è quattro, ed è possibile scegliere tre ambientazioni differenti: Città industriosa, Mulino ad acqua e Serra delle palme. La modalità è pensata per il gioco cooperativo, ma qualora vogliate sfidare i vostri amici ad un duello all’ultima puntura, non ci sono problemi, siete liberi di farlo!

Gameplay molto bee, poco simulator

Lasciandoci alle spalle i capitoli riguardanti campagna e multiplayer, passiamo al gameplay. Secondo il mio modesto parere, Bee Simulator non è così simulativo come il nome potrebbe far intuire. Gli aspetti del gioco che mi hanno fatto sorgere dubbi riguardo la simulazione vera e propria sono due: la raccolta del polline, che si effettua solo sorvolando i fiori, e l’utilizzo del pungiglione, che viene sfruttato per dare fastidio alle persone. In realtà l’aspetto simulativo sui generis di questo titolo non è un difetto, anzi, rende l’esperienza di gioco di gran lunga più divertente. Immaginate di dovervi posare su ogni fiore che incontrate per raccogliere il polline, oppure dover morire ogni volta si punga qualcuno. Risulterebbe noioso o sbaglio? Ma passiamo oltre: il gameplay risulta abbastanza vario e durante le sessioni di free-roaming possiamo scontrarci con vespe e altri insetti “cattivi”, sfidare in una gara altre api, danzare per dare informazioni alle nostre compagne d’alveare e cibarci di dolci per ripristinare la nostra stamina, che ci permette di volare più velocemente.

Bee Simulator Fight
Uno scontro contro un paio di vespe

Volare, oh, oh!

L’aspetto che mi ha più divertito e appagato del gameplay è stato il volo, realizzato molto bene. I comandi sono semplici ed intuitivi, ma volare non è facilissimo: bisogna prenderci la mano e smanettare nella sezione comandi per ottenere un risultato ed un feeling ottimale. Proprio per questo motivo ho cambiato subito la sensibilità del mouse per spostare la visuale in maniera più rapida, secondo le mie preferenze. Inoltre, durante il volo, dovremo stare attenti ai molti ostacoli che ci si presenteranno davanti, come gli sciami di mosche che ci rallenteranno, le raffiche di vento che potrebbero sballottarci in altre direzioni e le tele di ragno che potrebbero intrappolarci e dalle quali dovremo scappare prima che il ragno possa raggiungerci.

Bee Simulator 2
Unreal Engine fa il suo dovere

L’alveare, la nostra casa

Ampio spazio merita una componente fondamentale per un gioco sulle api: l’alveare. Questo rappresenta l’hub del gioco. All’interno di esso dobbiamo depositare il polline che raccogliamo durante le nostre uscite per poter uscire in seguito a raccoglierne altro. Inoltre, la nostra casa dispone di una sorta biblioteca che contiene fondamentalmente la conoscenza delle api e le nostre esperienze fatte all’esterno. Da non dimenticare la sala dei trofei, dove possiamo sbloccare skin per il nostro personaggio ed ottenere informazioni per il nostro archivio personale, che si aggiorna ogni volta che facciamo nuove scoperte riguardo il mondo esterno. Se siete dei completisti seriali e vi steste chiedendo come sbloccare le skin, la risposta è semplice: raccogliendo il polline si accumuleranno dei punti da spendere. Dulcis in fundo non poteva mancare la sala del trono, dove risiede la nostra ape regina, protetta dalle sue fidate guardiane.

Alla ricerca delle api smarrite

Il mondo esterno

Nonostante la centralità dell’alveare, è fuori da questo che passeremo la maggior parte della nostra avventura. Il setting del “mondo esterno” è quello di un grande parco suddiviso in più zone, come l’area picnic, lo zoo ed il parco divertimenti. La dimensione della mappa non rappresenta una pecca: viste le nostre dimensioni la mappa risulterà molto estesa, tant’è che per spostarsi tra le varie zone è possibile usufruire del viaggio rapido, che io non ho mai usato perché preferivo svolazzare, ma per i più pigri è un buon modo per velocizzare il gameplay. Per quanto riguarda la resa grafica, Unreal Engine fa il suo dovere alla grande e offre un foto-realismo assolutamente di rilievo, nonostante il titolo sia indie. Mi sento in dovere comunque di evidenziare una caratteristica che mi ha fatto storcere il naso: per quanto sia ricco di particolari, l’ambiente non mi appare “vivo”. Le interazioni che si possono avere con gli umani sono pari a zero, così come quelle con gli altri animali dello zoo. Sul comparto audio non voglio soffermarmi molto, la musica fa solo da sfondo all’avventura. Gli effetti sonori sono riprodotti in maniera abbastanza fedele alla realtà, tranne il suono della puntura: un sordo “toc”.

Bee Simulator: carino, ma non è un simulatore!

Il gioco, per quanto il nome Simulator non calzi proprio a pennello, risulta divertente da giocare. L'aspetto più appagante del gameplay risulta il volo, il mondo esterno è ricco di dettagli ma poco vivo. La storia principale, un po' cortina, riesce più o meno a offrire una buona esperienza riguardo la vita di un'ape. Promosso!

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Bee Simulator:
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Bee Simulator – Recensione ultima modifica: 2019-12-02T11:00:51+01:00 da Fcfrank

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