Giochi Indie Recensioni Giochi PC & Console

Bannermen: Recensione, Il bello del classico

Bannermen: Recensione

Bannermen è il titolo d’esordio di Phatos Interactive. Sviluppatore indipendente con sede a Gothenburg, Svezia.

Il gioco uscirà il 21 di Febbraio su Steam, e non supporterà l’italiano al lancio.

Due passi a Valtoria.

Il sistema alla base di Bannermen è lo stesso che ha reso celebri i grandi esponenti del genere. Il gioco è ambientato nel regno semi-fantasy medioevale di Valtoria, e fin dai primi giri di mouse e tastiera ci si rende conto quanto abbia tratto ispirazione dai precursori come Age of Empire o Starcraft.

Si partirà con un manipolo di volenterosi lavoratori che dovranno stabilire la prima catena di raccolta risorse ed edificare le prime strutture utili all’addestramento delle unità e la creazione delle armi.

Dominare gli elementi

La novità assoluta che viene proposta in Bannermen è la possibilità di ottenere il potere di dominare gli elementi per guadagnare una superiorità strategica nel corso della partita.

Questo potere passa attraverso la conquista di un tempio, che fino a che ne gestiremo il controllo, ci fornirà questo divino alleato, permettendoci di creare passaggi tra i ghiacci di un fiume, o incenerire interi boschi per scongiurare imboscate.

Bannermen: Recensione

Single e Multiplayer

Il gioco propone differenti modalità di gioco. Dalla campagna Single Player con tanto di trama, a 3 differenti alternative di modalità multigiocatore.

La storia in Bannermen è molto semplice e classica per il genere. Interpreteremo le parti di Lord Berrian, un grande Re di un regno decaduto, con la sola missione di ripristinare il proprio esercito e la magnificenza del casato. Per liberare gli uomini che si sono arresi a Lord Karthor.

Il progredire della storia è scandito da differenti battaglie da condurre verso il castello dell’antagonista, ed effettivamente non brillano per varietà. C’è da dire però che la mappa è costellata di elementi con cui interagire per ottenere vantaggi tattici, il chi impone un pensiero in più su come approcciare la divisione nemica.

Bannermen: Recensione

Parlando invece del multigiocatore ci si potrà districare attraverso differenti modalità in solo o in coppia fino a 8 giocatori. Si potrà aprteciapre a partite classificate ma anche amichevoli per testare le proprie tattiche. Il tutto personalizzabile in mappe fino a 8 giocatori.

Bannermen

Non inventa nulla di nuovo, ma propone un RTS solido e capace di intrattenere con il giusto mix di meccaniche appartenenti al genere.

Dopo un breve litigio con i comandi di default e apprese le abilità degli eroi a disposizione si percepisce un profondo senso di familiarità con il contesto e lo stile. Questa bella sensazione deriva appunto dalla forte ispirazione del gioco ai capostipite del genere.

Bannermen: Recensione

E’ un peccato che l’Italiano non sia supportato, ma è anche vero che il sistema è perfettamente comprensibile anche se non si padroneggia una delle lingue supportate. Specialmente se si è masticato in lungo e in largo il genere.

Classico è bello

Bannermen forse non emergerà per le novità apportate alla categoria degli RTS, ma di certo non sfigurerà al cospetto di titoli anche sviluppati con budget ben più elevati. Divertente e profondo nella sua semplicità. Ha sia una campagna che una modalità multiplayer, e merita una grande fiducia. C'è da ricordare che è il titolo di esordio di Phatos Interactive, e se il buon giorno si vede dal mattino sarà una buona cosa seguire con attenzione questo giovane studio Svedese.

6.9
Bannermen:
6.9
Bannermen: Recensione, Il bello del classico ultima modifica: 2019-02-21T17:01:55+02:00 da Giganico

Rispondi