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Aspettando Total War: Three Kingdoms

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In attesa del lancio di Total War: Three Kingdoms (23 Maggio), facciamo il punto della situazione ripassando alcuni degli elementi chiave del nuovo capitolo della saga di Total War.

Total War: Three Kingdoms – Cina in guerra

Total War: Three Kingdoms è ambientato nella Cina post crollo della dinastia Han (II secolo d.C.), evento che portò alla fratturazione dell’impero in decine di piccoli potentati locali in continua lotta tra loro.

Gli eventi narrati in Total War: Three Kingdoms, tuttavia, più che seguire gli eventi storici, si rifanno alla la narrazione del romanzo di Luo Guanzhong intitolato, appunto, “Three Kingdoms. Questo aspetto è evidente soprattutto nella gestione degli eroi, molto più simili ai personaggi di film come “La tigre e il dragone” che non alla loro controparte storica. Prediligere la narrazione romanzata all’accuratezza storica è una scelta che farà sicuramente storcere il naso a quei fan che da Total War sia spettano esattamente il contrario. Ma non temete. Creative Assembly ha deciso infatti di dare la possibilità di affrontare le campagne in due modalità differenti: Romanzata e Storica, con le ovvie differenze.

I due aspetti principali in cui Total War: Three Kingdoms si differenzia dai titoli precedenti sono: la forte deriva RPG al momento della gestione dei generali, e un potenziamento notevole della Diplomazia, da molti vista come anello debole della serie.

“Ambasciator non porta pena”

In Total War: Three Kingdoms la diplomazia è molto più sfaccettata rispetto ad alcuni dei capitoli precedenti, ma anche molto più immediata ed intuitiva. Non dovremo più indovinare, per esempio, l’esatta quantità di denaro necessaria perché il nostro interlocutore accetti la nostra offerta, ma avremo un opzione che ci permetterà di sapere immediatamente i “requisiti” perché l’offerta venga accettata.

I rapporti con i nostri vicini si arricchiscono di nuove “sfumature di grigio”, come la possibilità di creare coalizioni. Queste permettono di mantenere rapporti abbastanza “civili” con un dato regno senza però avere la certezza di un’alleanza duratura, come invece avviene nel caso delle confederazioni.

I vari signori locali possono entrar a far parte di una determinata coalizione ma solo dopo che ogni membro ha votato se accettare o meno la “new entry”. Infine, un altro espediente che verrà sicuramente apprezzato da tutti, è la possibilità di sapere immediatamente le fazioni interessate ad avere rapporti con noi senza doverle controllare una per una come succede, per esempio, in Total War: Warhammer.

Gods and Generals

Come abbiamo detto, l’altra grande novità In Total War: Three Kingdom, è l’introduzione massiva di aspetti tipici degli RPG. Non solo ogni leader avrà un incipit e una storia differente, ma anche abilità, truppe, edifici e meccaniche di gioco saranno in parte differenti da quelle degli altri.

Cao Cao, per esempio, guadagnerà punti credibilità ad ogni turno e potrà usarli per influenzare le relazioni diplomatiche con le altre fazioni non solo per “farsi piacere” ma persino per condizionare le loro scelte in termini di alleanze. Sun Jian, invece, è caratterizzato dall’ “eroismo” che aumenta ad ogni vittoria e che ci fornirà bonus riguardanti i costi di reclutamento o di mantenimento delle truppe.

Tanto i leader che i generali possiedono un inventario, un entourage e tratti personali che forniscono differenti bonus. Con il tempo i generali saliranno di livello sbloccando nuove abilità (differenti a seconda della loro classe) fino a raggiungere il livello leggendario.

Una notevole differenza con i precedenti Total War risiede nel fatto che alcuni membri del nostro seguito ci daranno accesso ad abilità uniche da utilizzare, per esempio, durante gli scontri (come le formazioni).

Ci sono varie classi di generali tra cui scegliere, ognuna con bonus e malus. Ogni generale possiede tratti individuali e caratteristiche che determineranno le loro abilitià ed i rapporti con gli altri ufficiali. I generali andranno “coccolati” per evitare che arrivino a coltivare un notevole risentimento verso di noi fino ad insorgere. Per evitare ciò dovremo ricordarci di promuoverli regolarmente e/o ammansirli con doni.

La gestione dell’impero in Total War: Three Kingdoms

La gestione dell’impero è abbastanza complessa, più sullo stile di Total War: Thrones of Britannia che su quello di Total War: Warhammer. I tre elementi cardine sono: popolazione, entrate e prestigio. Dovremo bilanciare la popolazione assicurandoci di avere sempre un numero sufficiente di rimpiazzi ma evitando il sovrappopolamento che porterà ineluttabilmente ad una riduzione di cibo e alle conseguenti insurrezioni. Importante, come sempre, sarà la costruzione di edifici per incrementare le entrate e per aumentare il nostro prestigio che ci permetterà di scalare i ranghi fino a diventare uno dei Tre Re della Cina.

Il prestigio ci permetterà inoltre di “assumere” nuovo personale nella nostra corte. I membri della corte possono essere inviati nei vari insediamenti garantendo diversi bonus, tutto attraverso l’uso di un comodissimo menu che eviterà di avere 800 personaggi da spostare sulla mappa. Lo stesso avviene per le spie ora gestite da un apposito menu.

Sul campo di battaglia

Per quello che riguarda le battaglie siamo felici di comunicarvi il ritorno delle formazioni. Queste però potranno essere sbloccate solo facendo salire di livello i nostri generali o scegliendo per il loro seguito determinati specialisti. Un esempio è il mandriano che darà accesso alla formazione a cuneo della cavalleria.

Le battaglie sono fluide e coinvolgenti, anche se alcuni dei classici problemi dei Total War persistono (per esempio un IA che non è esattamente una cima). Le unità sono disegnate bene e le animazioni fanno il loro dovere. Tuttavia non aspettatevi, per ovvie ragioni, la varietà vista nei due Total War: Warhammer.

Decisamente differente la situazione dei generali. Questi infatti possono sfidarsi a “singolar tenzone” mettendo in scena combattimenti corpo a corpo con decine di animazioni differenti. La morte del generale causerà quasi sempre la rotta del suo esercito. Altro aspetto interessante è la possibilità di far smontare/montare da cavallo i generali, permettendoci per esempio di affrontare gruppi di lancieri senza subire le conseguenze connesse all’averli caricati a cavallo.

Tanto la mappa generale che i campi di battaglia sono enormemente migliorati rispetto a quelli visti in Total War: Thrones of Britannia, un cambio notevole che fornisce una marcata personalità all’ambientazione di gioco.

Mancano, purtroppo, le battaglie navali. Gli scontri, in questo senso, vengono risolti in automatico. Un peccato vista l’importanza giocata durante questo periodo dai vari e imponenti fiumi cinesi.

Per il momento Total War: Three Kingdoms sembra promettere molto bene con tante novità, tante migliorie e qualche problema tipico della saga. La versione definitiva soddisferà le nostre aspettative? Non ci resta che aspettare il 23 Maggio.

Aspettando Total War: Three Kingdoms ultima modifica: 2019-05-19T16:03:41+02:00 da Arka

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