ALATURKA: il folle figlio illegittimo di GTA nell’era PS2, ma ambientato in Turchia

Quando passi le giornate a recensire titoli iper-realistici, a dissezionare meccaniche di sopravvivenza punitive o magari a smanettare con il codice di Google Apps Script e OBS Studio per automatizzare le live su Twitch, il cervello a un certo punto ti chiede pietà. Ti implora di staccare la spina dalla logica ferrea e di abbracciare il caos più puro e incontaminato. L’altra sera, con “Orbit Orbit” di Caparezza che pompava prepotentemente dalle casse del PC — la colonna sonora perfetta quando si ha voglia di follia, genialità e rime fuori dagli schemi —, mi sono imbattuto nell’ennesima, meravigliosa assurdità scovata nei meandri di Steam. Immaginate di prendere la collaudata formula del Grand Theft Auto classico, spogliarla di tutti gli orpelli hollywoodiani moderni, riportare la grafica ai gloriosi e spigolosi tempi della PlayStation 2, e teletrasportare l’intero pacchetto direttamente per le strade di una caotica metropoli turca. Il risultato di questo esperimento alchemico e scellerato si chiama ALATURKA, e promette di essere uno dei trionfi più assoluti della cosiddetta “ignoranza videoludica”, quella genuina, divertente e che non deve mai chiedere scusa a nessuno.

L’estetica spigolosa: un rassicurante ritorno a casa

Nell’era del ray tracing, del path tracing e dei motori grafici capaci di contare i singoli pori della pelle del protagonista, c’è un movimento indipendente che sta coraggiosamente remando nella direzione diametralmente opposta. L’estetica dell’era PS2 non è più percepita come un fastidioso limite tecnico da superare a tutti i costi, ma come una precisa cifra stilistica. ALATURKA si tuffa a capofitto in questa corrente nostalgica. I modelli poligonali volutamente grezzi, le texture a bassa risoluzione spalmate sugli edifici e le animazioni meravigliosamente legnose non sono difetti, ma veri e propri punti di forza che conferiscono al titolo un’identità visiva fortissima e immediatamente riconoscibile. È lo stesso identico principio che si applica alla fotografia analogica: oggi potremmo scattare in digitale a ottomila megapixel con una nitidezza chirurgica e asettica, ma spesso continuiamo a preferire la pellicola. Quella grana sporca, quel flare imprevedibile contro sole e quei colori leggermente sfasati riescono a catturare un’anima che la perfezione digitale spesso appiattisce. In questo gioco, la grafica rétro funge da perfetto, grottesco palcoscenico per le situazioni al limite dell’assurdo che ci verranno parate davanti, rendendo ogni esplosione o incidente stradale ancora più esilarante.

Addio Los Santos, benvenuti nel traffico turco

L’elemento di vera rottura di ALATURKA rispetto alla sterminata miriade di cloni di GTA usciti negli ultimi due decenni è, senza ombra di dubbio, la sua particolarissima ambientazione. Siamo stati abituati per anni a masticare la satira del sogno americano, guidando bolidi scintillanti tra le palme di finte Los Angeles o i grattacieli di cloni spudorati di New York. Questo titolo spazza via la cultura a stelle e strisce per gettarci a capofitto nel calderone culturale, architettonico e stradale della Turchia. Il cambio di panorama non è solo una mera questione di skin o di palazzi diversi piazzati pigramente sullo sfondo; influenza prepotentemente l’atmosfera generale, la tipologia di veicoli improbabili che andremo a rubare o sfasciare e, con ogni probabilità, il tipo di umorismo e di situazioni disperate in cui il nostro alter ego andrà a cacciarsi. Guidare un furgoncino sgangherato per viuzze strettissime e trafficate, destreggiarsi in un ecosistema urbano completamente diverso dai soliti canoni occidentali, restituisce una sensazione di freschezza inaspettata a una formula di open world criminale che tutti noi conosciamo ormai a memoria.

La nobile arte del “gioco ignorante” e la catarsi del caos

C’è un termine che nel gergo videoludico italiano usiamo spesso con immenso e sincero affetto, ed è “ignorante”. Un gioco ignorante non è assolutamente un gioco stupido, anzi. È un titolo che sa perfettamente cosa vuole essere: un concentrato densissimo di azione caciarona, fisica sballata, inseguimenti senza alcun senso logico e missioni che puntano unicamente a farti sganasciare dalle risate, senza mai appesantirti con trame cervellotiche o dilemmi morali profondi. ALATURKA sembra incarnare questo spirito alla perfezione. Dopo una giornata passata a curare maniacalmente i dettagli di un progetto lavorativo, o magari dopo essermi dedicato con pazienza certosina alla cura, alla potatura e al benessere della mia collezione di piante — un’attività lenta, metodica e profondamente silenziosa —, la necessità di controbilanciare con un’esperienza di puro sfogo virtuale diventa irrinunciabile. Non hai voglia di imparare combat system complessi o di gestire le statistiche dell’inventario per ore. Vuoi solo rubare un taxi locale, lanciarti a tutta velocità giù per una scalinata pedonale e vedere cosa succede quando la fisica del motore di gioco decide di impazzire, lanciando il tuo povero veicolo direttamente in orbita. È pura, meravigliosa catarsi digitale.

Un progetto indie da supportare (e da rompere)

Dietro la scorza volutamente grezza e trash di ALATURKA si nasconde in realtà tutta la grande vivacità e il coraggio del mercato indipendente odierno. Sviluppare un open world, anche se ancorato a una grafica visibilmente datata, richiede comunque un grandissimo sforzo tecnico e creativo per un team dalle risorse inevitabilmente limitate. Riuscire a emergere nel mare magnum di Steam proponendo una satira geograficamente e culturalmente diversa dal solito è una scommessa che merita di essere premiata. Ovviamente ci aspetteremo compenetrazioni poligonali bizzarre, intelligenze artificiali non esattamente brillanti e situazioni in cui il codice andrà in totale tilt, ma in un titolo progettato con questo spirito, questi elementi non verranno visti come difetti catastrofici, bensì come esilaranti feature aggiuntive, capaci di regalare clip memorabili da condividere con la propria community. Se anche voi sentite periodicamente il bisogno fisiologico di abbandonare la serietà per tuffarvi in una metropoli virtuale dove l’unica regola è creare il maggior caos possibile a bordo di veicoli di dubbia tenuta di strada, questo è il gioco perfetto da tenere d’occhio. Preparatevi a scaldare i motori e a cestinare le regole del codice della strada.

Pagina Steam di ALATURKA

Safari Games Italia – Discord

Safari Games Italia – Telegram

Safari Games Italia – Reddit

Safari Games Italia – Steam Curator

I miei altri articoli

Condividi:

Facebook
Twitter
Reddit
Telegram
WhatsApp