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Vampyr – Maledetta sia la scelta …

Vampyr

“12 sogni per la regina rossa sotto la corona di pietre, 
8 bestie voraci figlie di 8 notti di turbamento,
4 unghie straziano la carne del peccatore,
una preghiera per chi ha udito questa canzone di guerra.”

INTRODUZIONE

“La paura della morte”

Nonostante il razionalismo espresso da Lucrezio nel “De rerum natura” (“Nil igitur mors est ad nos neque pertinet hilum, quandoquidem natura animi mortalis habetur”, ovvero nulla dunque è la morte per noi, né ci riguarda affatto, dal momento che sappiamo la natura dell’anima essere mortale), facendosi portavoce della filosofia Epicurea nel tentativo di sconfiggere la paura della morte, fin dall’antichità l’uomo ha tentato di dare una forma a quest’ultimo limite estremo della vita terrena. Tutto ciò al fine di rendere la morte più accettabile e meno ignota, dando vita a leggende sull’aldilà ed a storie di esseri in grado di attraversare tale confine invalicabile, tornando da quel mondo ignoto.

Zombie, fantasmi, spettri sono solo alcuni degli esseri nati da queste leggende che, non trovando pace nel riposo eterno, continuano a vagare tra i viventi per tormentarli e talune volte per far si che si uniscano a loro. Tra questi, i Vampiri sono sicuramente i più affascinanti e controversi: un essere immortale con poteri soprannaturali e dalle sembianze umane che si nutre del sangue delle sue vittime. Figura da sempre caratterizzata da una forte dicotomia tra reale ed immaginario, vittima e carnefice, potente e debole ed infine vita e morte, rappresenta in qualche modo il lato segreto e oscuro dell’umanità.

Sebbene di vampiri (o meglio di esseri simili alla moderna concezione che si ha di essi) si parlava già nell’antica Grecia, il folclore su di loro così come lo conosciamo oggi si è originato esclusivamente nell’Europa dell’est del diciassettesimo secolo quando i miti della tradizione orale di numerosi gruppi etnici vennero messi per iscritto e pubblicati.
E’ solo tuttavia alla fine dell’Ottocento che la figura del vampiro diventa celebre in tutto il mondo grazie al romanzo Dracula, pubblicato dallo scrittore irlandese Bram Stoker.

Da quel momento la figura del vampiro è ritornata ciclicamente in auge sotto varie forme, dalla letteratura alla cinematografica, invadendo infine anche il mondo del gaming.

“I vampiri nei videogiochi”

Numerosi sono gli esempi di trasposizione della figura del vampiro nel mondo dei videogiochi, tanto per citarne alcuni:

  • Castlevania: Lord of Shadows 2, dove ritroviamo un Dracula senza i suoi poteri perduto nel mondo moderno
  • Vampire Night
  • Bloodrayne
  • Vampire: The Masquerade Bloodlines
  • Legacy of Kain, il cui personaggio principale si reincarna in un vampiro
  • Dracula: Origin, con protagonista Abraham Van Helsing, il famoso medico e cacciatore di vampiri
  • Immortal Romance di Betway
  • Elder Scrolls IV: Oblivion, in cui il giocatore ha la possibilità di trasformarsi in un vampiro attraverso una malattia, l’emofilia
  • Elder Scrolls V: Skyrim, dove un personaggio può essere afflitto da emofilia porfirica (e nel DLC Dawnguard dove i principali antagonisti sono vampiri)
  • The Witcher 3: Wild Hunt, in particolare nell’espazione Blood and Wine incentrata principalmente sui vampiri.

Fino ad arrivare ai giorni nostri con la pubblicazione dell’ambizioso Vampyr da parte di Dontnod, società francese nota in passata per Remember Me e soprattutto Life is Strange.

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STORIA

“L’influenza spagnola è il minore dei mali”

Londra, 1918. In una città ancora scossa dalla grande guerra una terribile piaga sta massacrando la popolazione. Una epidemia si sta diffondendo attraverso i vicoli e le strade di Londra decimando di giorno in giorno i suoi abitanti. I pochi superstiti cercano di scampare a questa nuova piaga segregandosi in casa. In questa drammatica realtà l’influenza spagnola è il minore dei mali: una terribile minaccia incombe sui pochi abitanti rimasti, un predatore più letale di qualunque pestilenza, i Vampiri.

In questo scenario apocalittico emerge da un cumulo di cadaveri il protagonista di Vampyr, colui che impersonerete durante le circa 20 ore di gioco, ovvero il Dottor Jonathan Reid, ematologo di fama mondiale, divenuto vampiro a sua insaputa. Barcollando tra i cadaveri e le strade della città, egli cercherà di comprendere il motivo di questa inspiegabile ed insaziabile sete che lo attanaglia, compiendo delle infauste azioni di cui si pentirà per il resto della sua esistenza (il tutto accompagnato dal drammatica melodia realizzata con archi, che molto ricorda l’opera di Hans Zimmer Discombobulate, dal film Sherlock Holmes).

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Fortunatamente il suo incedere non sarà solo costellato da persone pronte ad ucciderlo (avendo constatato il suo status di vampiro) o altri vampiri, ma riceverà aiuto da alcune figure presenti nel gioco. In particolare il primario dell’ospedale di Pembroke, il Dottor Edgar Swansea, conscio della sua situazione e dell’abilità del Dottor Reid nelle trasfusioni, gli fornirà un alloggio ed un lavoro notturno nella sua clinica, fintantoché non abbia trovato la “causa” di questa sua maledizione.

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GAMEPLAY

“Assumiti la responsabilità delle tue azioni”

Nel prosieguo del gioco visiterete i vari quartieri della città, incontrando numerosi abitanti (più di 60), ognugno con una sua storia e tuttavia tutte intrecciate tra di loro.
In questa indistricabile matassa di relazioni prenderete le vostre decisioni, con la consapevolezza che ogni vostra azione influenzerà non soltanto una specifica persona, ma potenzialmente un intero quartiere. Lotterete tra il desiderio di dare libero sfogo alla vostra sete o rispettare il giuramento di Ippocrate, cercando di tenere in vita ed il più a lungo possibile i cittadini grazie alle vostre conoscenze mediche.

Vampyr tecnicamente parlando è un GDR d’azione, basato tuttavia su una trama profonda e matura (grazie ad una scrittura di altissimo livello), dove ogni vostra azione, come detto, vi porrà davanti a bivi decisionali. Risulta quindi evidente come sia fondamentale scegliere in maniera ponderata le azioni da compiere o le domande da porre.

Potrete dialogare con gli abitanti di Londra tramite una serie di domande inizialmente prestabilite (in base al ruolo del personaggio nella trama) che potrebbero in realtà variare in base ad altri accadimenti nel gioco (fornendo quindi uno spessore differente alla trama stessa).

Le vostre decisioni varieranno non soltanto la trama, bensi anche il gameplay.

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“Più persone uccidi più facile diventerà”

Nel gioco la difficoltà è legata alle vostre azioni: più persone uccidete più semplice il gioco diventerà. Il livello di difficoltà verrà quindi impostato dinamicamente in base al vostro approccio. Potrete quindi giocare prettamente da “vampiro“, impiegando il vostro tempo a prosciugare la vita dagli abitanti che incontrerete o resistere alla “sete” e prestare il vostro aiuto alla popolazione in difficoltà (o una via di mezzo tra i due approcci).

Come ogni GDR che si rispetti, avrete la possibilità di investire l’esperienza accumulata in potenziamenti, ovvero abilità del sangue attive (poteri offensivi), passive (incremento resistenza, vita, etc) e supreme (mosse speciali), tutte suddivise in svariati sotto livelli di potenziamento. La scelta di uno dei due approcci menzionati poc’anzi influenza la velocità con la quale accumulerete esperienza: il primo garantisce una crescita rapida del personaggio, il secondo è più sfidante poiché crescerete molto più lentamente (e la vostra efficacia negli scontri, soprattutto all’inizio dell’avventura, ne risentirà).

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Fin qui si potrebbe pensare che, soprassedendo alla questione “morale” relativa all’uccisione seriale degli abitanti della città, il comportarsi prettamente da vampiro abbia solo vantaggi. La realtà è ben diversa: tale comportamento complica incredibilmente i rapporti con gli altri personaggi. Come detto vi è una stretta relazione tra gli abitanti: interrompere questa “catena” in qualunque punto potrebbe avere le più svariate conseguenze (stato di allerta, variazione nella diffusione dell’epidemia, variazione dei prezzi dei mercanti di quartiere, etc). In aggiunta, ogni quartiere ha una figura di riferimento: ucciderla destabilizzerà il quartiere portandolo potenzialmente all’anarchia (con tutta una serie di conseguenze che ne derivano).

I rapporti/relazioni tra i vari abitanti può essere monitorato tramite apposito menù.

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“Il combattimento”

Il vostro completo stato di salute è caratterizzato da tre barre: la vitalità, la stamina (resistenza), il sangue. La vitalità, come si può intuire, indica il vostro livello di vita. Al prosciugamento di tale barra morirete. La stamina indica il livello di resistenza che avrete a disposizione. Questa si consuma combattendo, scattando, schivando i colpi e si ripristina gradualmente nel tempo interrompendo queste azioni. Il sangue è l’elemento che permette di utilizzare le abilità secondarie. Al completamento della barra non potrete più sfruttare tali abilità (la stessa può ricaricarsi combattendo e ferendo il vostro nemico).

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Per il combattimento avrete a disposizione armi da mischia oppure a distanza (oltre che le abilità del sangue che si ricaricano con il classico cooldown), con possibilità di brandire due armi contemporaneamente (se sono armi ad una mano). Tutte le armi hanno un livello che ne indica la potenza/efficacia e che è possibile incrementare (fino a 4) utilizzando dei banchi da lavoro che permettono di potenziare gli oggetti tramite i materiali che raccoglierete in giro per la città. I banchi da lavoro in particolare permettono anche di creare sieri per il ripristino delle statistiche vitali viste poc’anzi e pozioni/unguenti per curare la popolazione.

La difficoltà del gioco è comunque relativamente bassa. La IA dei nemici (anch’essi risultano possedere un livello di esperienza) non è eccelsa e spesso i combattimenti si risolvono tramite gli stessi schemi di attacco e difesa (indipendentemente dal fatto che il nemico abbia il vostro stesso livello o 10 livelli in più). E’ di fondamentale importanza (come qualunque gioco soulslike) padroneggiare l’arte della schivata.
In generale, i combattimenti contro un target singolo sono estremamente semplici. Contro molteplici nemici la difficoltà dipende essenzialmente dalla poca manegevolezza del personaggio e dalla telecamera (che talvolta non risulta essere precisa). E’ possibile focalizzare (puntare) un singolo nemico tramite apposito tasto, ma questo porta più svantaggi (dati da alcune animazioni approssimative del personaggio) che reali vantaggi. Per contro, non utilizzare il “target” porta spesso ad utilizzare colpi ed abilità del sangue a vuoto (indirizzandoli verso il nulla).

Se anche doveste morire potrete ricominciare dall’ultimo checkpoint (il gioco salva in automatico, non è consentito il salvataggio esplicito) senza aver perso praticamente nulla (se non un piccolo quantitativo di sangue).

I principali nemici che incontrerete sono vampiri di altre razze (es. Skal) e gli adepti della setta “Guardia di Priwen”, ovvero cacciatori di vampiri che pattuglieranno continuamente le strade della città.

Vampyr

COMPARTO TECNICO

Graficamente parlando Vampyr riproduce con successo la Londra del 1918, riportando esattamente la sensazione di disagio e di abbandono di quel periodo storico. Ottimi gli effetti e l’illuminazione ambientale, sapiente la riproduzione di vicoli bui e oscuri, di bassa qualità il dettaglio di alcune texture (alcuni oggetti sono riprodotti in maniera grossolana). Durante il gioco è possibile interagire (in maniera superficiale) con alcuni elementi distruttibili dell’ambientazione (barili, tavole, etc), azione non realmente appagante.
Le animazioni dei personaggi sono talvolta legnose, mostrando alcuni movimenti poco naturali (per esempio, il salto da una postazione elevata verso il basso è riprodotto in maniera superficiale). Sebbene i volti siano infine riprodotti in maniera accettabile, talvolta mancano di espressività e le loro movenze non sempre sono precise durante i dialoghi.

Come già detto in precedenza, la telecamera non è sempre impeccabile, soprattutto nei combattimenti contro molteplici nemici.

Il comparto audio invece è eccellente: ottima colonna sonora e soprattutto doppiaggio da produzione tripla A, tutto rigorosamente e fortunatamente in lingua inglese (ma ogni dialogo è sottotitolato magistralmente in italiano).

CONCLUSIONI

Dopo l’ottimo Life is Strange, Dontnod sforna un altro piccolo capolavoro. Trascurando alcune sbavature tecniche Vampyr è un titolo di grande qualità, caratterizzato da uno spessore narrativo spesso inusuale in questo genere di giochi. Trama eccellente, riproduzione magistrale della Londra post guerra, comparto audio di livello, giocandolo potrete godere di una esperienza realmente soddisfacente.
Un must-buy per tutti gli amanti degli action GDR.

Vampyr

PRO

  • Narrazione di qualità
  • Comparto audio magistrale
  • Ottima longevità (molteplici finali disponibili)
  • Le vostre azioni determineranno la trama
  • Difficoltà calibrata dinamicamente
  • Vari approcci utilizzabili nei combattimenti …

CONTRO

  • … sebbene il tutto sia semplificato da una IA da rivedere
  • Animazioni e telecamera non sempre impeccabili
  • Qualità delle texture altalenante
  • Caricamenti a tratti lunghi

Quale sarà la vostra scelta, predatore o salvatore?

Vampyr è un ottimo action RPG, costituito da una narrazione di spessore e da un doppiaggio da oscar, coadiuvata purtroppo da una realizzazione tecnica non sempre all'altezza. Non rappresenterà una pietra miliare nell'ambito dei videogame ma è comunque apprezzabile lo sforzo fatto da Dontnod nel regalarci una esperienza di gioco comunque appagante.

7.9
Vampyr:
7.9
Vampyr – Maledetta sia la scelta … ultima modifica: 2018-06-10T14:00:32+00:00 da Balduran

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