L'editoriale dei Gamers

RetroMania – Il futuro del gaming è nel passato?

RetroMania

Cosa sta succedendo nel mercato videoludico? Per quale motivo sbucano come funghi riedizioni di console vecchie di decenni in versione miniaturizzata? E per quale costrutto mentale ne siamo tanto attratti?

La magia degli 8 bit

Personalmente non credo che il successo delle retro console sia da imputare esclusivamente al fattore nostalgia. Credo invece che l’avvio della terza generazione di videogiochi a 8 bit sia stata supportata da un’ondata creativa senza precedenti, e che sia riuscita così ad entrare nelle case di milioni di nuovi videogiocatori

La console che di certo incarna maggiormente il concetto, è proprio il mitico NES (Nintendo Entertainment System). Correva l’anno 1983 in Giappone. Il gioiellino di casa Nintendo si fece strada rapidamente nel cuore dei primi videogiocatori, seppur con un parco titoli piuttosto ridotto. Infatti l’allora presidente della grande N, Hiroshi Yamauchi, non vedeva di buon occhio il supporto dalle terze parti,(non che ora la faccenda sia molto diversa). Complice anche la brutta fine appena fatta da una giovane Atari. Cosicché le alte sfere Nintendo decisero di sviluppare internamente quanto possibile. Nel 1984 ci fù invece una piccola apertura verso lo sviluppo fuori sede, seppur controllato in maniera quasi militare. Questa nuova politica aiutò la fama del NES a dilagare fino all’arrivo negli USA in grande stile nel 1985, e dove da lì ad un anno cominciò la prima battaglia di concorrenza con i l sistema SEGA Master Systems.

La nascita dei futuri nostalgici

Nel 1986 cominciò la “console war” tra l’ormai affermata anche in Europa Nintendo e l’esordiente, su sistemi a 8 bit, Sega.  Anche Atari era in mezzo a questo bagno di pixel, ma in posizione più defilata.

Nel giro di due anni la straordinaria mente creativa di Shigeru Miyamoto ideò il primo SuperMarioBros, a cui poi fece seguito un’altra perla del calibro di The legend of Zelda.

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Sega per contrastare l’ascesa dell’idraulico più famoso del mondo, diede vita d Alex Kid. Il Master System seppure fosse una validissima alternativa non riuscì mai a scalzare dal trono la regina Nintendo. La causa principale furono proprio le leggendarie proprietà intellettuali che nacquero a quei tempi in Nintendo. Pensate a Metroid, Ninja Gaiden o Castelvaia!

Non ci fù storia. I primissimi brand nati in Nintendo vivono ancora oggi e godono di una fan base mastodontica. La più grande del settore. Nintendo ha aperto la strada al videogioco, rendendolo negli anni un fenomeno di massa.

E’ vero che quando qualcosa ha inizio c’è tutto da inventare, ma permettetemi di dire che le pietre miliari scaturite nell’epoca degli 8 bit non sono sopravvissute solo perché portatrici dell’etichetta di precursori. Non è facile nemmeno essere i primi se ci si pensa attentamente. Non solo perché sviluppare un soggetto e una trama con i mezzi dell’epoca doveva essere un impresa ardua, e nemmeno perché ci si muoveva in un terreno ancora inesplorato e non si conoscevano bene i limiti e nemmeno le preferenze delle persone. Tanto importanti e studiate al giorno d’oggi.

I primissimi giochi, le primissime storie hanno tracciato i sentieri su cui il nostro cuore videogiocatore ha imparato a muovere i primi passi.

Per questo siamo così legati ai brand che hanno reso grandi le console 8 e 16 bit.

Fenomeno Retro

E’ comunque impensabile che il successo del retrogaming derivi solo dai nostalgici ormai 35 enni che ricomprano le loro vecchie console per un tuffo nel passato. Logico che una grossa fetta di richiesta debba derivare anche da ragazzi nati dopo l’età dell’oro a 8 bit. Che di certo desiderano recuperare giochi che a detta di stampa e pubblico hanno significato molto per il mondo dei videogiochi. Mettiamoci anche la curiosità lecita di ogni smanettone di pad e la seduzione delle varie stregonerie di marketing.

 

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Il dato evidente  è che le retro console in versione mini vendono molto bene, e costano davvero poco a chi le immette sul mercato.

Un successo in partenza!

La speranza è sempre quella che il fenomeno non dilaghi tanto da sottrarre impegno da novità interessanti da parte dei grandi publisher. Ma mi sento molto tranquillo, la progettazione di questi giocattolini richiede forse il tempo di un caffè.

 

RetroMania – Il futuro del gaming è nel passato? ultima modifica: 2017-10-04T09:29:16+00:00 da Giganico

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