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God of War – la Recensione che mancava

God of War

God of War è stato un fulmine a ciel sereno, nel firmamento dell’industria del videogioco. Perché ci troviamo in un momento storico di grandi cambiamenti per il videogioco, e il titolo di Santa Monica è da leggere in molte chiavi e argomentazioni.

Il ritorno di Kratos

La stampa specializzata si è consumata in infinite lodi e smisurati premi per un titolo che, a detta di praticamente tutti, ha incastonato il proprio nome nell’olimpo dei capolavori del genere. Il nuovo God of War abbandona le precedenti meccaniche da semplice “hack and slash” e mira a gettare nuove basi per un futuro ancor più radioso. Il capolavoro di Santa Monica, fin dai primi giorni post lancio, ha macinato record su record, innalzandosi anche ad esempio per tantissimi argomenti di più ampia discussione.

Una trama ben pensata e radicata su personaggi dal forte carisma e connessi tra loro da un legame indissolubile. Santa Monica ha messo al centro del progetto la storia, e lo si vede fin dalle prime fasi.

God of War

L’ammazza Dei Spartano è profondamente scosso dalla perdita della compagna. Pare oppresso dall’angoscia, e infastidito dall’idea di crescere da solo il figlio Atreus, che reputa debole e non ancora pronto. Kratos non perde occasione di ricordare al figlio quanta strada gli manchi da percorrere per diventare un degno guerriero. Atreus non può fare altro che subire gli atteggiamenti del padre e sopportare il dolore per il recente lutto.

Il giovane finisce per trasportare il proprio fardello di angoscia e anche quello del padre, durante il viaggio per esaudire le ultime volontà della madre: disperdere le sue ceneri dal picco più alto dei nove Regni.

Comincia il viaggio

Si tratta di un viaggio formativo prelevato direttamente dalla narrativa! I due si addentreranno in un impresa colma di pericolo, e incertezze. Il viaggio cambierà sostanzialmente i due protagonisti, riducendo le distanze e tracciando un sentiero comune, verso il recupero di un rapporto padre-figlio assente fino a quel momento.

God of War

Il concetto di percorso comune ha un particolare valore per i due protagonisti. Essi elaborano il lutto in modi diametralmente opposti. Da una parte Atreus che si sente più solo che mai perché il padre non lo supporta affatto. Reagisce con rabbia e comportamenti indisciplinati come sfogo al dolore che prova. Dall’altra parte Kratos, che teme di non riuscire a preparare il figlio. Non perde occasione di avvilirlo ad ogni errore, anche più del dovuto. Atreus gli ricorda la madre, e la collera che deriva dalla sua perdita, che questa volta non potrà scagliare contro nessuno.

Tra molti pericoli e situazioni complicate, anche Kratos avrà l’opportunità di imparare molto dal figlio.

Il gioco

Come detto e ribadito, il titolo affonda le sue radici in meccaniche nuove che sono una boccata d’aria fresca per un genere che ne aveva un estremo bisogno. I combattimenti non sono mai ripetitivi, e i perk ottenibili tramite l’esperienza sul campo accrescono le combinazioni di approccio ad un nemico.

Il sistema è divertente e adrenalinico. L’alternare i colpi dell’ascia del Leviatano con dei poderosi cazzotti a mani nude non è mai stato tanto soddisfacente. Senza contare tutte le mosse finali che variegato lo scontro rendendolo bello da vedere e divertentissimo da interpretare. Dalle creature alle ambientazioni fino ad i personaggi secondari, si può notare una cura nel design e creatività davvero ottime.

God of War

Le ambientazioni fanno spalancare gli occhi! Dal contesto Nordico fino a quello del sottobosco di stampo fiabesco. La cura per i dettagli e di livello altissimo, e le limitazioni di mappa sono sapientemente nascoste e mascherate. L’ambiente circostante rende preferibile un approccio esplorativo che allungherà notevolmente la vostra campagna.

Logicamente non ho trovato tutto oro in questa esperienza. Ho trovato sorprendente l’impossibilità di saltare. Specialmente perché abituato ai capitoli precedenti. Inoltre la lentezza del protagonista può rendere tediose alcune fasi di esplorazione. Infine, in termini di trama, ho trovato scontati alcuni passaggi e ripetitive alcune scelte che, in certi versi, parevano voler “allungare un pò il brodo”.

God of War

Sono d’accordo con moltissime disamine lette nelle varie recensioni. Questo è un progetto sontuoso e rifinito quasi alla perfezione, anche se non parlerei di capolavoro assoluto. Si tratta senza ombra di dubbio di uno degli action game più importanti di sempre, con tutti i pro e i contro. Pur mantenendosi nella categoria di poche chiacchiere e tante mazzate, questo titolo conserva un anima narrativa sempre brillante e quasi mai banale.

God of War

Le argomentazioni trattate nel gioco sono molto interessanti ma purtroppo poco approfondite. Non è una colpa sia chiarissimo! Solo che il genere prescelto per questo God of War lo vincoli ad alcune soluzioni sbrigative in alcuni casi.

Nella mia personalissima e opinabilissima scala di giudizio, il capolavoro assoluto é The Last of Us.

Questo titolo rimane una delle migliori esclusive mai pubblicate, e il successo che ne deriva è tutto guadagnato senza ombra di dubbio

Un degno ritorno per Kratos

Il single player non è affatto morto. Questo titolo ne è la prova! Divertentissimo e avvincente, con una storia che seppur senza particolari colpi di scena sà rapire il cuore.

8.6
God of War:
8.6
God of War – la Recensione che mancava ultima modifica: 2018-05-07T15:21:41+00:00 da Giganico

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