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Frostpunk – Recensione

Frostpunk unisce dinamiche survival ad un city builder

Negli ultimi anni il genere Steampunk ha avuto un grandissimo successo e diffusione, come dimostrano le svariate produzioni nei vari ambiti artistici compreso quello videoludico, con risultati variabili che vanno da produzioni che di Steampunk hanno veramente poco a quelle che, invece, colgono perfettamente nel segno. È proprio a questa categoria che appartiene Frostpunk. Sviluppato dagli “11 bit studios” (creatori del fantastico This War of Mine e della straordinaria saga tower defence Anomaly), Frostpunk riesce a cogliere perfettamente quelli che sono gli aspetti chiave del genere steampunk: c’è l’Inghilterra vittoriana, c’è la tecnologia a vapore, ci sono macchinari strani e fantasiosi tra cui gli “Automatons”, gigantesche macchine automatizzate che ricordano i tripodi alieni visti nel gioco “Jeff Wayne’s War of the Worlds” (tratti dall’omonimo libro “The War of the Worlds” di Wells) e una trama che, per quanto tenue, riesce ad essere accattivante.

Frostpunk screenshot
Benvenuti a casa.

L’era glaciale secondo Frostpunk

Ma andiamo a vedere più nel dettaglio le caratteristiche di Frostpunk.

Innanzitutto Frostpunk rientra nel genere Survival a cui, però, gli sviluppatori hanno aggiunto elementi tipici del genere City-Building. In Frostpunk dovremo sopravvivere la nostra piccola comunità di superstiti gestendo le poche risorse disponibili e organizzando lo sviluppo urbanistico della nostra città (anche se sarebbe più corretto parlare di spedizione o villaggio date le dimensioni).

La trama, come abbiamo detto, è molto tenue. Non c’è una campagna che sviluppi la storia e gli accadimenti vengono solamente accennati dall’introduzione e da alcuni eventi casuali che si attiveranno durante il gioco. Attraverso di essi scopriremo che una nuova glaciazione sta portando la razza umana verso l’estinzione. Le grandi città, tra cui Londra, sopravvivono ma in condizioni terribili. Ed è proprio per questa ragione che alcuni gruppi di persone decideranno di partire verso Nord per creare “l’ultima città della terra”. Frostpunk ci mette a capo proprio di una di queste spedizioni in qualità di leader. La missione, come vedremo, risulterà difficilissima e solo pochi riusciranno a mettersi in salvo raggiungendo uno sperduto generatore di calore.

Frostpunk screenshot
La nostra cittadina in tutta la sua bellezza.

Il gioco ha inizio proprio intorno a questo generatore e il nostro primo compito sarà quello di rimetterlo in funzione. Come accennato sopra, Frostpunk viene definito come un “city-survival” in cui dovremo costruire, ampliare e far sopravvivere la nostra piccola città. In questo senso Frostpunk possiede tutte le caratteristiche tipiche del genere survival e di quello dei city-bulding: costruzione e gestione degli edifici, gestione delle risorse, gestione dei sopravvissuti, eventi casuali a cui si deve far fronte, ricerca di nuove tecnologie, promulgazione di leggi ecc.

La speranza è l’ultima a morire…

Data l’ambientazione, l’elemento fondamentale del gioco è il calore: solo grazie ad esso la sopravvivenza sarà possibile. Se questo venisse a mancare, l’umore della popolazione ne risentirebbe e, nel peggiore dei casi, la “colonia” soccomberà al gelo. Per evitare ciò dovremo innanzitutto tener conto delle risorse (carbone, legno, metallo, cibo e nuclei) non solo per mantenere attivo il generatore ma anche per prenderci cura dei nostri sottoposti. Lo stato della popolazione, infatti, influisce su due valori chiave: la “speranza” (hope) e il “malcontento” (discontent). Per mantenere alta la speranza dovremo venire incontro ai bisogni dei sopravvissuti costruendo un insediamento sempre più accogliente. Per fare ciò non basterà solamente usare le risorse materiali ma dovremo gestire la politica interna della comunità attraverso l’emanazione di specifiche leggi. Come leader della nuova cittadina, infatti, arriveremo ad un punto in cui dovremmo prendere delle decisioni, più o meno drastiche, riguardo alla sua gestione.

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Il generatore ci permetterà di riscaldare il nostro abitato ma richiederà ingenti quantità di carbone.

Il Book of Laws ci farà scegliere tra bianco e nero

Queste leggi, che si trovano nel “Book of Laws” (Libro delle Leggi), si riferiscono ad aspetti differenti della lotta per la sopravvivenza e, solitamente, dovremo scegliere tra due opzioni, senza possibilità di tornare indietro: si va dal dover decidere se far lavorare o meno i bambini, al decidere se costruire un cimitero per accogliere i morti o “accontentarsi” di fosse comuni, o se aggiungere ingredienti chimici ai pasti per renderli più nutrienti ecc. Ognuna di queste leggi possiede lati positivi e lati negativi e sblocca nuove leggi ed edifici esclusivi (se scelgo la legge A avrò accesso alle leggi e agli edifici del ramo A ma non a quelli del ramo B). Le scelte, quindi, dovranno essere fatte con molta attenzione non solo tenendo in conto lo stato attuale della colonia ma anche pensando a lungo termine. La quantità di scelte è notevole e le varie leggi sono tutte abbastanza interessanti. Tuttavia, la struttura a compartimenti stagni, per cui una volta adottata una legge non si potrà più tornare indietro, sebbene sia stata probabilmente pensata per dare una certa rigiocabilità al titolo, in alcuni casi genera situazioni “forzate”: per esempio se avessimo deciso di far lavorare i bambini, in nessun caso, anche con la città ben salda e prospera, potremo tornare sui nostri passi ed abolire suddetta legge.

Frostpunk screenshot
Il Book of Laws al momento di iniziare l’avventura.

In un dato momento dell’espansione nostra città ci troveremo ad affrontare una situazione di crisi legata alla trama, e dovremo scegliere affrontare tale crisi seguendo la direzione della “Fede” o quella “dell’Ordine”. Quale che sia la nostra scelta, essa porterà alla comparsa di un nuovo albero di leggi dedicato, che si sommerà a quello del Book of Laws “standard”. L’ultimo elemento che influirà sull’atteggiamento della popolazione saranno le azioni che decideremo di intraprendere come risposta ad uno dei vari eventi casuali che si presenteranno durante il corso del gioco.

Frostpunk: tanti punti forti e un solo tallone d’Achille

Un altro aspetto interessante di Frostpunk è la possibilità di mandare una serie di esploratori e di missioni in giro per la mappa. I primi saranno essenziali per investigare vari punti di interesse sparsi per il territorio, talvolta recuperando superstiti e materiali, mentre le missioni serviranno per sfruttare diversi giacimenti di materi prime, più o meno lontani dalla nostra base, in modo da fornire un flusso alternativo di risorse.

Frostpunk screenshot
Esplorando i dintorni gelati.

Da segnalare che, oltre alla missione principale avremo la possibilità di affrontare due scenari alternativi: “The Arks” (le arche) e “The Refugees” (i rifugiati). Nel primo inizieremo la missione con un gruppo ristrettissimo di sopravvissuti e l’obbiettivo sarà quello di mantenere riscaldate quattro arche che contengono le scorte mondiali di semi e germogli. Nel secondo scenario, invece, il nostro avamposto verrà interessato da ondate su ondate di sopravvissuti che dovremo tenere in vita, con ovvie ripercussioni su risorse e atteggiamento della popolazione originale.

Come dicevamo, l’ambientazione glaciale steampunk è riuscitissima tanto che a volte è quasi un peccato che non si possa zoomare fino ad osservare i più piccoli dettagli: è bellissimo vedere gli automatons muoversi e ricaricarsi ai vari generatori, osservare i mezzi volanti dei cacciatori decollare, vedere come i lavoratori creino solchi nella neve cercando di raggiungere le materie prime e come gli stessi solchi, una volta abbandonati, vengano ricoperti dalla neve.

Frostpunk screenshot
Torna a casa automa.

Cosa pensiamo di Frostpunk in sintesi

Frostpunk è, in definitiva, un bel gioco che possiede alcuni aspetti intriganti e con una trama che, nonostante sia quasi inesistente, fa il suo dovere e si adatta bene alle circostanze. Un altro merito degli sviluppatori è quello di aver saputo bilanciare bene i diversi livelli di difficoltà, controllando il livello di frustrazione tipico di questi giochi, senza alterare l’esperienza generale. L’unico vero problema che si incontra in Frostpunk, come molti giocatori stanno facendo notare, è la mancanza di varietà in termini di mappe. Difatti, a differenza di altri survival e city-building, non è presente un sistema di generazione procedurale delle mappe, ma ogni missione inizierà esattamente nello stesso luogo. Benché questo non sia un problema enorme che rovini l’esperienza di gioco è comunque un fattore che può portare i giocatori a stancarsi in breve tempo. Staremo a vedere se, in futuro, gli sviluppatori daranno ascolto all’utenza e porranno rimedio a questa mancanza. Nonostante ciò, come abbiamo detto, Frostpunk rimane un gioco molto interessante sia dal punto di vista estetico che del gameplay e vi consigliamo di provarlo anche se non foste amanti del genere.

Sopravvivere tra i ghiacci

Frostpunk è un titolo interessante caratterizzato da una cura certosina per le ambientazioni in perfetto stile steampunk e un gameplay che fa di tutto per emergere dalla massa sconfinata di survivals di cui è invaso il mercato attuale. Anche se l'assenza di mappe create proceduralmente fa sentire il suo peso in termini di rigiocabilità, il titolo resta comunque un ottimo prodotto che vale davvero la pena provare. Sarete capaci di sopravvivere al gelo infernale?

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Frostpunk:
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Frostpunk – Recensione ultima modifica: 2018-05-01T09:00:37+00:00 da Arka

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