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Artificer – Scienza e Magia uniscono le forze!

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Come sapete nella nostra rubrica “Alpha Beta Zone” spulciamo il mondo degli indie games alla ricerca dei titoli più interessanti, e spesso meno conosciuti, da farvi conoscere. Oggi è il turno di Artificer: Science of Magic.

Artificer: Science of Magic – Robinson Crusoe spaziale

Sviluppato da PsilocybeGames (Pigsodus, Balthazar’s Dream), Artificer: Science of Magic si inserisce nel vastissimo modo dei sandox survival RPG riuscendo tuttavia a distinguersi sotto molteplici aspetti. Il gioco, attualmente in via di sviluppo è scaricabile gratuitamente dalla pagina dello sviluppatore (qui).

Il protagonista di Artificer: Science of Magic è un ufficiale scientifico la cui astronave è precipitata sul pianeta inesplorato denominato Alcor. Ben presto scopriremo che ogni tentativo di metterci in contatto con i nostri simili e di riparare la navetta sarà vano. L’incontro con una misteriosa entità aliena, Astarte, ci rivelerà che qualcosa sul pianeta interferisce con le nostre tecnologie impedendoci di usarle. Per sopravvivere dovremo dunque rispolverare le arti “arcaiche” della nostra specie ovvero un insieme di magia, alchimia, “golemanzia”, taumaturgia e quanto altro.

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Pilotare sì, atterrare no!

Parola d’ordine: esplorare

Il gameplay di base di Artificer: Science of Magic è lo stesso di tutti i survival sandbox: esplorare, raccogliere materie prime, costruire oggetti sempre più evoluti ed efficaci, difenderci dai nemici, costruire una base, tenere sotto controllo salute, fame ecc.

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Alcune delle tecnologie legate alla sopravvivenza.

Nonostante ciò Artificer: Science of Magic introduce alcune interessanti novità. Prima di tutto viene data grande attenzione all’esplorazione: ogni elemento dello scenario, anche il più “insignificante” degli insetti sarà esaminabile. La possibilità di esaminare flora e fauna, come farebbe ogni buon ufficiale scientifico, ha un duplice compito. Il primo è quello di farci immergere il più possibile nella situazione tanto che, a volte, si ha l’impressione di trovarsi in un episodio di Star Trek in cui i protagonisti, bloccati in un pianeta sconosciuto, iniziano ad esaminare tutto con il tricorder. L’altro aspetto importante è che l’esplorazione ci premierà con punti sopravvivenza che, come vedremo, saranno necessari per sbloccare nuove tecnologie.

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A spasso per Alcor.

Sperimentare, sperimentare, sperimentare

La ricerca delle nuove tecnologie e degli oggetti connessi si articola in maniera abbastanza differente da quanto visto in altri sandobox. Come abbiamo detto ci troveremo ad dover “ricordare” le perdute arti della nostra gente. Esplorando ed interagendo con l’ambiente sbloccheremo, o meglio ricorderemo, alcune di queste arti. Per passare dal semplice ricordo a saper effettivamente usare una tecnologia dovremo prima creare una pergamena e poi passare alla sperimentazione sul tavolo delle ricerche. Il compito di simulare la sperimentazione è affidato ad una serie di mini-giochi (come il memory), strettamente legati ai punti esplorazione. Ogni errore rappresenta un tentativo fallito e porta alla perdita di punti. Finiti i punti non potremo più sperimentare e dovremo tornare cimentarci con l’esplorazione. Sarà quindi necessario prestare un minimo di attenzione ai mini-giochi e pianificare l’ordine con cui sbloccare le diverse tecnologie.

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Uno dei mini-giochi del tavolo delle ricerche.

Manuale del piccolo Alchimista Anatomopatologo

Altro aspetto molto interessante del gioco, che serve ad aumentare la sensazione di trovarsi all’interno di un film o una serie di fantascienza, è la possibilità di creare un tavolo autoptico. Questa struttura ci permetterà di esaminare la fauna locale ottenendo nuove informazioni e sbloccando nuove tecnologie. Ci è sembrato un espediente davvero molto interessante che presenta una dinamica mai vista prima.

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CSI alieno.

A queste arti scientifiche si sommeranno poi altre più “arcane” come l’alchimia, la golemanzia e molte altre che permetteranno di creare oggetti molto meno scientifici come pozioni, golems ed incantesimi.

Tra Star Trek e Ursula Le Guin

L’ultimo aspetto su cui ci vogliamo soffermare è l’aspetto grafico di Artificer: Science of Magic. Il livello artistico che lo caratterizza raggiunge  infatti (e in alcuni casi supera) i livelli di titoli come Don’t Starve od Oxygen Not Included. La realizzazione del pianeta Alcor, soprattutto di fauna e flora, è veramente meravigliosa e le scelte artistiche riescono a presentare qualcosa di nuovo che valga la pena di esplorare.

In conclusione, Artificer: Science of Magic ci è sembrato un titolo molto promettetene in cui i diversi elementi si uniscono e danno vita un’avventura che potremmo considerare come un mix tra un episodio Star Trek e Il Mago di Ursula Le Guin.

Se siete curiosi di provare Artificer: Science of Magic potete farlo gratuitamente a questo indirizzo.

Beam me up, Scotty!

Artificer – Scienza e Magia uniscono le forze! ultima modifica: 2018-07-11T17:12:39+00:00 da Arka

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